Palermo. Beni culturali, ovvero croce e delizia della Sicilia. Dovrebbero essere il nostro "oro nero", invece sono spesso fonte di sprechi e mala gestione. Alla guida di questo assessorato che dovrebbe essere il più importante della Regione siciliana, negli anni si sono alternati politici e tecnici di ogni genere che si sono limitati a nominare sovrintendenti e direttori, senza riuscire a fare il necessario salto di qualità. Da qualche settimana è assessore ai Beni culturali un economista: Antonio Purpura, docente di Economia del turismo. Si direbbe l'uomo giusto al posto giusto e non solo per i titoli accademici, ma perché in pochi giorni è riuscito ad avere chiaro il quadro, pessimo, in cui versano i sette siti che sono stati inseriti nella lista dell'Unesco come patrimonio dell'Umanità. Siti che, a causa della cattiva gestione, rischiano di essere cancellati, mentre la Sicilia attende l'esito della candidatura del percorso arabo-normanno che comprende Palermo, Monreale e Cefalù. Assessore, come pensa di intervenire per evitare le cancellazione di questi siti dalla World Heritage list dell'Unesco? «Siccome i siti Unesco hanno una grande capacità attrattiva, valorizzarli è una priorità. Sulle criticità dei sette siti sto verificando quanto sia responsabilità della Regione e quanto dei Comuni in cui ricadono. Ho creato un gruppo di lavoro composto da funzionari del mio gabinetto e del dipartimento Beni culturali. Dobbiamo vederci chiaro. Altrimenti è inutile parlare di nuove strutture ricettive e di attrazione di investimenti esteri. Un aspetto del problema, questo, che sto affrontando insieme con l'assessore al Turismo, Cleo Li Calzi». Appena insediato ha dovuto fare i conti con i musei chiusi per le festività e il "caso Siracusa". «Abbiamo scongiurato il rischio che musei e siti archeologicI restassero chiusi durante le prossime festività natalizie, a cominciare dal giorno dell'Immacolata. Per quanto riguarda la questione Siracusa, sto studiando attentamente le carte». I giacimenti culturali siciliani dovrebbero essere la chiave di volta per la destagionalizzazione turistica. Invece, gli alberghi rimangono quasi vuoti anche nell'alta stagione. «Non voglio sconfinare nelle competenze dell'assessore Li Calzi. Potenzialmente potremmo aumentare la ricettività, ma nello stesso tempo non riusciamo a sfruttare al meglio i posti letto che abbiamo. L'emergenza è riempire questi posti letto "freddi". Il coordinamento con l'assessore al Turismo è fondamentale. Bisogna anche, a breve scadenza, adottare una serie di iniziative, come la chiusura di alcuni siti che non possono essere raggiunti facilmente dai visitatori, per valorizzarne altri. In quest'ottica sarebbe una iattura una bocciatura dell'Unesco». E' riuscito ad avere un quadro generale delle problematiche del suo assessorato? «Problematiche ne ho trovate tante e vengono da lontano. Ma è la farraginosità delle procedure a rendere tutto più difficile. Il presidente della Regione, Crocetta, ha inviato una lettera a tutti gli assessori per accelerare la spesa dei fondi europei 2007-2013, noi dobbiamo certificare 20 milioni entro il 2014, per evitare il disimpegno. Bisogna lavorare sulle procedure per renderle più snelle». L'accordo per l'apertura dei musei nei giorni festivi e le domeniche vale fino al 31 dicembre. Nel 2015 cosa succederà? «Bisogna dare la certezza dell'apertura, magari aggregando musei e siti archeologicI secondo la logica dei poli, distinguendo tra gestione e servizi. Ovviamente, bisognerà prevedere la mobilità del personale. Proveremo a convincere i sindacati». Come pensa di utilizzare i fondi europei 2014-2020 per la parte che riguarda i Beni culturali? «Una parte delle risorse sarà certamente destinata ai siti dell'Unesco. Non penso a grandi progetti, ma condivido l'idea dell'assessore Li Calzi di rivedere i Distretti turistici dove la rappresentanza imprenditoriale è in minoranza. L'ipotesi è quella di coordinare i poli dei beni culturali con i distretti turistici, per fare in modo che si arrivi al 2020 con un sistema turistico degno di tale nome. Un esempio? Creare una sinergia tra il distretto delle ceramiche di Caltagirone e Santo Stefano di Camastra con la Fiumara d'Arte, la più grande installazione di arte contemporanea». 03122014
SICILIA - Antonio Purpura sui siti Unesco Prioritario mantenerli
L'assessore ai Beni culturali della Regione siciliana, Antonio Purpura, sta lavorando per risolvere le criticità dei sette siti dell'Unesco che sono stati inseriti nella lista del patrimonio dell'umanità. I siti, che includono Palermo, Monreale e Cefalù, rischiano di essere cancellati se non vengono valorizzati. Purpura ha creato un gruppo di lavoro per studiare le problematiche e ha iniziato a lavorare con l'assessore al Turismo per aumentare la ricettività dei siti. Ha anche promesso di adottare iniziative per valorizzare i siti che non possono essere raggiunti facilmente dai visitatori.
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Bene culturale
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