Intesa tra Soprintendenza ai beni archeologici, Università di Firenze e Ente Parco per ricerche in una terra che era lambita dall'Arno PISA. Intesa tra Parco di San Rossore, Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e dipartimento di Scienze della terra dell'università di Firenze per condurre indagini più approfondite nell'area del cosiddetto "meandro di San Rossore", un tempo lambita dall'Arno, dove l'anno scorso furono trovati alcuni reperti archeologici. L'accordo darà vita a un vero e proprio scavo archeologico, al quale potranno partecipare studenti universitari, laureandi e volontari e in cui ognuno dei vari enti coinvolti collaborerà per le proprie competenze, per sviluppare congiuntamente le varie attività necessarie, tra cui l'organizzazione di eventi, la realizzazione di pubblicazioni e l'elaborazione di progetti di ricerca in comune, anche a carattere internazionale. "Per l'ex tenuta presidenziale e l'area protetta regionale - si legge in una nota del Parco - potrebbero così aprirsi nuove prospettive per la valorizzazione anche in chiave storica e culturale: uno studio presentato nel 2013 dai ricercatori fiorentini con l'ausilio di immagini rilevate dal satellite ha permesso di mettere in luce una struttura muraria tagliata dall'antico "fosso delle Murelle" e legata a una seconda struttura ortogonale posta sulla sponda settentrionale dello stesso fosso. I materiali ceramici in associazione alle murature collocherebbero le strutture in un periodo compreso tra la fine del XIV secolo e il primo Cinquecento". Secondo alcune testimonianze storiche potrebbe trattarsi della casa colonica di "SchottoStoldo da Varna", edificata in periodo tardo medioevale su quelli che erano i terreni del Capitolo della Cattedrale di Pisa, o i resti del primo monastero di San Lussorio, fondato nel 1084 e abbandonato verso la fine del XIII secolo o agli inizi del XIV. Le reliquie del santo furono qui conservate dai monaci benedettini già presenti nei territori della tenuta, che da allora prese il nome del martire, poi ribattezzato, nel linguaggio popolare, San Rossore.
Via alla campagna di scavi al parco di San Rossore
Un accordo tra Soprintendenza ai beni archeologici, Università di Firenze e Ente Parco per ricerche ha permesso di condurre indagini più approfondite nell'area del "meandro di San Rossore" a Pisa. L'accordo prevede lo sviluppo di un vero e proprio scavo archeologico, al quale potranno partecipare studenti universitari, laureandi e volontari. L'area è stata identificata come potenziale per la valorizzazione anche in chiave storica e culturale. Secondo alcuni storici, potrebbe trattarsi della casa colonica di "SchottoStoldo da Varna" o dei resti del primo monastero di San Lussorio.
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