Il provvedimento della Presidenza del Consiglio accorpa gli uffici e trasferisce le direzioni in una sede regionale a Cagliari SASSARI. Il Nord Sardegna perde altri pezzi importanti della cultura e della storia. È del 28 novembre, infatti la ratifica del decreto del presidente del Consiglio relativo alla riforma del Ministero per i Beni e le Attività con il quale, sostanzialmente, si declassano tutta una serie di organismi che fino ad oggi hanno fatto funzionare settori nevralgici come i la ricerca archeologica, la conservazione negli archivi e le biblioteche. Prima notizia scioccante: sparisce la Soprintendenza per i Beni archeologici di Sassari e Nuoro e confluirà in un'unica direzione regionale a Cagliari. In realtà è già da anni che non viene nominato un soprintendente per la parte Nord dell'isola e la direzione viene gestita a scavalco da Cagliari. Tutto già previsto, si direbbe. In effetti alcuni anni fa l'operazione era stata tentata ma poi, tra le proteste generali, non era stata portata a termine. Col senno di poi sembrerebbe si sia trattato solo di uno slittamento. Ma a non volersi rassegnare neppure questa volta sono soprattutto le organizzazioni sindacali: in una infuocata assemblea convocata alcuni giorni fa da Cgil Funzione pubblica (ma anche Cisl e Uil sono sulla stessa linea) si è fatto il punto sulla riorganizzazione di questi importanti settori. Ed è venuta fuori una realtà sconfortante. Particolare attenzione è stata posta all'imminente accorpamento delle due Soprintendenze per i Beni Archeologici in un unico ufficio con sede a Cagliari, così come sarà insediato a Cagliari il Polo Museale che dovrebbe «nell'errata idea di separazione della valorizzazione e della conservazione, gestire l'insieme delle realtà museali di tutta la Sardegna». Fra l'altro il decreto, per quanto riguarda i musei statali, come ad esempio il museo Sanna di Sassari, al momento prevede solo la presenza di personale addetto alla sorveglianza. Non sembrerebbe essere contemplata l'importantissima attività di manutenzione delle opere e la ricerca scientifica sui reperti. «E anche l'attuale Direzione Regionale che coordina tutte le Soprintendenze - è stato detto nel corso dell'incontro - subisce un declassamento, trasformandosi in Segretariato. Tuttavia questa nuova struttura mantiene il coordinamento delle Soprintendenze con funzione di stazione appaltante per tutti gli Uffici regionali nel territorio la cui sede, manco a dirlo, rimane quella del Capoluogo». Un'organizzazione che secondo i sindacati danneggia fortemente le attività presenti nel Nord Sardegna e i siti archeologici di grandissima importanza. Basti pensare che lo stesso Nucleo regionale dei Carabinieri per la tutela del patrimonio (con la banca dati sulle opere trafugate) che aveva sede nel Centro di restauro di Li Punti, dove sono stati portati a nuovo i giganti di Monti E' Prama, sarà trasferito a Cagliari. E dipenderanno dal Capoluogo anche gli Archivi di Stato e le biblioteche universitsarie (quella di Sassari in piazza Fiume non ha un direttore), in quanto strumenti ministeriali. La Cgil invita ad aprire il dibattito e annuncia che si batterà per tutelare i lavoratori chiedendo una corretta gestione degli uffici ministeriali.