Sono quattro le prestigiose dimore milanesi che faranno parte di un circuito di case-museo promosso, fra gli altri, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano, dal Comune e dal Fai (Fondo per l'ambiente italiano). Obiettivi e linee guida del progetto, che sarà presentato il prossimo anno, sono state discusse ieri nell'ambito del primo incontro internazionale «Case-museo a Milano: esperienze europee per un progetto di rete». L'idea è nata per valorizzare il patrimonio artistico dei beni custoditi nelle antiche abitazioni ma anche per raccontare la società di un'epoca attraverso il gusto per l'arredo, e il contesto culturale di chi ci ha vissuto. Quindi un segmento di storia che rivive in un habitat reale e realistico. Tutto ciò in previsione di un coordinamento tra le varie istituzioni in termini di immagine, promozione turistica ed eventi. Le case-museo milanesi inserite nel progetto sono: Boschi-Di Stefano, Bagatti-Valsecchi, Poldi Pezzoli e Necchi-Campiglio. Per quest'ultima (lasciata in eredità al Fai), il quattro marzo scorso è stato firmato un accordo di programma promosso dall'Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia. «Significativo che accanto alla Regione e al Fai, partecipino all'accordo il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Provincia e il Comune di Milano - ha sottolineato durante i lavori del convegno l'assessore Ettore Albertoni -. L'iniziativa è sostenuta, inoltre, dalla fondazione Ca-riplo e da finanziatori privati, per un totale di due milioni di euro». Il costo totale dell'accordo ammonta a poco più di 4 milioni e 600 mila euro.