Dai vertici regionali di Forza Italia, riuniti a Grosseto, arriva una secca bocciatura e la richiesta a Rossi di revocarlo GROSSETO. «Prescrizioni scontate o inattuabili». Lo dice il consigliere regionale di Forza Italia Alessandro Antichi, a proposito del piano paesaggistico adottato dalla Regione, ma le parole non sono le sue, sono mutuate da quelle usate dal dirigente e dall'assessore al governo del territorio del Comune di Grosseto, Marco De Bianchi e Giancarlo Tei, nel concludere l'osservazione al piano, una delle 33 osservazioni arrivate dalla provincia di Grosseto (oltre 600 da tutta la Toscana) che bocciano la pianificazione regionale. La richiesta del gruppo regionale di Forza Italia al presidente Enrico Rossi, invece, è di revocare il piano paesaggistico. «Il territorio toscano dice il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Giovanni Santini ha rifiutato questo piano: è una gestione sovietica quella che vorrebbe Enrico Rossi, una sorta di piano regolatore di tutta la Regione, in cui Grosseto, per la vastità del suo territorio, trae il maggior nocumento, e la reazione che si è determinata in Toscana è stata imponente, con 603 osservazioni che sono 603 rigetti, e 189 amministrazioni locali che tra l'appartenenza al partito e la difesa degli interessi del proprio territorio hanno scelto la seconda». Dunque, la richiesta a Rossi è di revocare il piano paesaggistico, prima di portarlo in consiglio regionale per l'approvazione definitiva. «Niente spiega il consigliere Antichi impedirebbe di revocarlo, insieme alla norme di salvaguardia, perché in larga parte è inemendabile e bisogna ripartire da capo, con consultazioni serie del territorio e non fatte in due giorni come si è fatto in VI commissione». Nel caso, però, in cui il piano non dovesse essere ritirato, ma andasse in commissione, e poi in consiglio regionale, nei primi mesi del 2015, prima della fine della legislatura, allora Forza Italia promette battaglia in aula. Antichi ricorda che ci sono Comuni che lamentano di non avere nemmeno ricevuto l'avviso dell'avvio del procedimento, il che avrebbe comportato la mancata partecipazione e l'inserimento di gravi errori materiali nel piano paesaggistico, che «diventano motivo di blocco delle attività sui territori», e poi «ci sono prescrizioni che non hanno alcuna attinenza con la realtà dice ancora Antichi come quando il piano parla dell'autostrada tirrenica come se fosse ancora tra le decisioni da assumere». A rinforzare il fronte contrario anche il presidente della Camera di commercio di Grosseto Giovanni Lamioni. «Dieci anni di lavoro, una spesa di 1,3 milioni di euro e decine di persone impegnate, per poi dover leggere che si vorrebbero sostituire i vigneti di Bolgheri o di Montalcino con campi incolti o pascoli per interrompere la monotonia dice Lamioni questo strumento ha una visione centralista e per la provincia di Grosseto è particolarmente dannoso, quando individua tra le criticità l'acquacoltura, il vivaismo, l'agricoltura intensiva in aree fluviali, la presenza intensiva di vigneti a Scansano, o limita l'espansione delle aree industriali e artigianali». Il coordinatore regionale di Forza Italia, Massimo Parisi sottolinea che il piano paesaggistico «è frutto di una impostazione ideologica vetero ambientalista e vetero comunista» e che è «un piano del governatore Rossi contro la Toscana: inutile dice che Renzi faccia lo sblocca Italia se Rossi fa il blocca Toscana».