Giovanni Pistorio torna alle «origini». Nel senso che, dopo essersi occupato per sette anni dei beni immateriali come teatri e cultura, torna in un settore che produce bene immobili. Pistorio, 52 anni, dopo alcuni anni come responsabile dell'ufficio vertenze Cgil, dal 1990 al 2006 è stato infatti segretario provinciale della Fillea Cgil, il sindacato degli edili. Ed ora, dopo la "parentesi" come segretario della Slc, torna da segretario in Fillea. Ma non gli si dica che si tratta di un "facile" ritorno. Mentre snocciola dati e cifre, si rabbuia al pensiero di un settore, quello edile, radicalmente cambiato in peggio, dove manca anche il coraggio di reagire. «Ho trovato - dice - un settore radicalmente cambiato. L'ho lasciato ricco, lo ritrovo povero in molti sensi». In quali? «Intanto - spiega - in senso tecnico. Fra il 2008 e il 2014 nella provincia di Catania c'è stata una diminuzione di 12mila posti di lavoro. E parliamo solo di quelli regolari. E anche la massa salariale annuale, gli stipendi, insomma, sono passati da 180 mln a 75 mln annui. Un dato quest'ultimo che suggerisce che non solo hanno lavorato meno persone, ma per meno giornate». Ma non è solo questo. «L'edilizia - spiega Pistorio - coinvolge tradizionalmente una ottantina di settori produttivi. Ma questo avveniva prima del 2008. Man mano che avanza la crisi, la filiera si accorcia: determinati prodotti utilizzati dall'edilizia che si facevano prima qui, ora vengono comprati altrove così come tante professionalità legate all'edilizia si sono disperse. Penso a scalpellini, decoratori, restauratori e quant'altro. Insomma il territorio è complessivamente più povero e conseguentemente meno coeso». E ancora. Secondo Pistorio, il settore edile ha anche meno risorse e meno speranze. «La città ancora qualche decennio fa guardava al nuovo Piano regolatore generale. E invece, dopo cinquant'anni non è ancora successo niente. E una città che non riesce a individuare e a mettere in ordine crescita e bisogni è una città più povera. «Oltre a essere diventata - aggiunge il sindacalista - lenta nelle decisioni e nelle scelte. La politica continua a denunciare ad alta voce le storture ma i tempi per rimediare sono sempre più lenti. Ecco, dieci anni fa i tempi erano più rapidi ora sono diventati lentissimi. E siccome l'investitore pubblico si muove in maniera sempre più ridotta, è impensabile che gli investitori privati possano sopportare questi tempi». Più in generale, il segretario della Fillea ritiene che il nostro territorio scoraggi gli investimenti. «In questo momento i Paesi arabi e il Medio Oriente sono intenzionati a investire fuori dai loro paesi e l'Italia offre una serie di garanzie. Eppure, con questi tempi di reazione tutti fuggono». Una «metafora» per tutte, quella del Piano Urbanistica Attuativo (Pua) Catania Sud. Dopo l'approvazione da parte del Consiglio comunale, il Piano è andato all'approvazione del Cru regionale che lo ha considerato «meritevole di approvazione» mettendo però l'accento su alcune indicazioni su vincoli PAESAGGISTICI e limiti di edificabilità. «Si tratta di prescrizioni - spiega Pistorio - che impegnano secondo noi il Consiglio comunale ad agire secondo i principi di lealtà e di responsabilità. Nel senso che dovrebbe ribadire la sua sovranità e non accettare sostanziali stravolgimenti sulle scelte iniziali, pur recependo alcune migliorie. E' un passaggio delicato per il Piano di cui si è parlato anche qualche settimana fa nel corso di una riunione della Build Action, un nuovo organismo composto da associazioni datoriali, Ordini professionali e i sindacati per un censimento delle cose da fare per mettere in modo l'edilizia e agire intervenendo. Insomma, tornando al Pua, credo che sia necessario monitorare il momento perchè la scommessa per la città è forte. Se fallisse anche questo Piano il settore edile collasserebbe». Accanto al «nuovo», ovviamente, c'è anche il capitolo della riqualificazione del territorio: «del centro storico, ma anche delle scuole da mettere in sicurezza. E poi il completamento della rete di depuratori da Acireale a Misterbianco e l'housing sociale per il quale sono a disposizione sulla carta 80 milioni... » A fronte di tutto cià, Pistorio ha intenzione di dissotterrare l'ascia di guerra? «Prima di qualunque, eclatante azione di protesta, occorrono azioni mirate per fare lievitare l'attenzione dell'opinione pubblica sul dramma che sta vivendo l'edilizia. E rimotivare chi lavora in questo settore». 01122014