Per radere al suolo l'ecomostro dell'Alimuri in costiera sorrentina ci sono voluti più di 40 anni di battaglie giudiziarie e ambientaliste, e 1200 minicariche di tritolo fatte brillare all'ora di pranzo di domenica, quando il rumore del botto si è propagato per chilometri e ha interrotto gli assaggi del ragù. Restano in piedi, indistruttibili, le polemiche sull'innata propensione all'incoerenza della politica in materia di cemento, abusi e affari. Con contorno di intrecci familiari e presunti conflitti d'interessi coniugali. Già, mogli e mariti. La Regione Campania dell'azzurro Stefano Caldoro ha inviato a rappresentarla alla cerimonia dell'abbattimento il consigliere regionale Flora Beneduce. Scelta che ha una sua logica: è di Forza Italia come il Governatore, è di Vico Equense e quindi concittadina della giunta, anch'essa azzurra, che ha deliberato l'abbattimento dell'ecomostro in danno ai proprietari. In un eccesso di entusiasmo, la signora Beneduce moglie di Armando De Rosa, potentissimo ex assessore regionale Dc degli anni 80 la cui ascesa verso la presidenza della Campania si interruppe bruscamente per una vicenda giudiziaria ben raccontata da Giampaolo Pansa ne Il Malloppo ha dichiarato: "Questo giorno dovrà essere impresso nella coscienza collettiva come un monito: mai più deturpare la nostra terra con l'edificazione di strutture che sottraggono bellezza al paesaggio. Evitiamo sprechi, evitiamo abusi edilizi". Peccato che la signora sia imputata in un processo per abuso edilizio, in concorso con il marito. Per interventi di ristrutturazione di una casa colonica compiuti nella piana di Seiano, a poche centinaia di metri dal mare. Prossima udienza a febbraio. Ma la polemica più violenta la scatena Alessio Postiglione, blogger dell'Huffington Post, editorialista di Repubblica Napoli, ma soprattutto spin doctor del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, con un post sul proprio blog dal titolo "Il mostro di Alimuri, Andrea Cozzolino: il conflitto di interessi Normale". Post che rispolvera la storia più volte raccontata dell'accordo per abbattere l'ecomostro siglato nel 2007 tra Regione, Governo, Provincia, Soprintendenza e SaAn, la società proprietaria del rudere, che ripartiva in gran parte sugli enti pubblici i costi della demolizione, stimati in oltre 1 milione di euro. Concedendo alla SaAn una licenza per edificare un altro albergo a pochi chilometri al posto di quello rimasto 'incompiuto'. Postiglione critica il silenzio del Pd su quanto segue: la SaAn è riconducibile ad Anna Normale, imprenditrice e moglie di Andrea Cozzolino, europarlamentare Pd e candidato alle primarie per la Campania, che nel 2007 era assessore di Bassolino. Quell'accordo ora non è più valido. Il Comune di Vico Equense lo ha stracciato sul presupposto della scoperta grazie al rinvenimento di materiale d'epoca che l'edificio è difforme da quanto autorizzato nella licenza del 1963. Ma pendono i ricorsi e chissà. Cozzolino al telefono è garbato ma non nasconde la stanchezza di essere continuamente tirato in ballo: "Finalmente si è abbattuto quell'edificio, sono contento, come tutti nel Pd. Poi mica mi posso separare da mia moglie, ne mia moglie può separarsi dal padre che acquistò l'immobile". Al collaboratore di De Magistris risponde un ex collaboratore di Cozzolino, Gualfardo Montanari: "Il capo staff della comunicazione di De Magistris è solito pontificare di politica sui giornali come se fosse un opinionista indipendente. Ve lo immaginate Filippo Sensi che scrive blog ed editoriali su siti e testate contro gli avversari di Renzi?".
LO SCHELETRO ABBATTUTO AD ALIMURI. L'ecomostro e l'affare di lady Cozzolino
In costiera sorrentina, dopo 40 anni di battaglie, è stato abbattuto l'ecomostro dell'Alimuri. La demolizione è stata autorizzata dalla Regione Campania, che ha anche deciso di non ripartire i costi con la società proprietaria. Il blogger Alessio Postiglione ha criticato il silenzio del Pd su quanto segue: la società proprietaria è riconducibile ad Anna Normale, moglie di Andrea Cozzolino, europarlamentare Pd e candidato alle primarie per la Campania. L'accordo per l'abbattimento dell'ecomostro è stato siglato nel 2007 tra Regione, Governo, Provincia, Soprintendenza e SaAn, la società proprietaria.
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