Il museo archeologico di Noto resta sbarrato. Dal 1986 è negato alla fruizione del viaggiatore, anche quello occasionale. Una lunga serie di rimpalli e inadempienze amministrative hanno negato per 29 anni il completamento di un'opera pubblica di un certo spessore che andrebbe a valorizzare, ulteriormente, l'identità di Noto. E così, la città, patrimonio dell'Unesco, visitata ogni anno da migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, non garantisce un offerta museale completa, ma ancora parziale. Una carenza imbarazzante che da quasi 3 decenni è sotto gli occhi di tutti. Atteso da anni, il progetto di completamento del museo archeologico, è sempre rimasto chiuso nel cassetto delle amministrazioni che si sono succedute. Il museo archeologico rimane l'opera negata per eccellenza. La pinacoteca si trova in pieno centro, nel corso Vittorio Emanuele, all'interno dei locali del monastero del Santissimo Salvatore. Originariamente era dotato di 14 sale espositive. E conteneva tutti i reperti che andavano dalla preistoria ai giorni nostri. Adesso molti di quei reperti sono rinchiusi in alcuni magazzini della SOpRINTENDENZA ai beni culturali dove i custodi eseguono costantemente un accurato monitoraggio. Una galleria importante dunque che è stata mortificata a causa da indubbia inefficienza. «Nel 2007 - commenta l'archeologa Laura Falesi, presidente dell'Archeoclub di Noto - ho effettuato un piccolo scavo perché si stava ristrutturando l'edificio per rendere fruibile la struttura. La somma già stanziata non era bastata per completare il sistema elettrico di sicurezza ed altri dispositivi. Mancava una cifra consistente per ultimare i lavori». La struttura adesso funziona solo per la parte espositiva, mancano i pannelli illustrativi e le didascalie. Nè sono in programma finanziamenti adeguati al completamento della struttura. Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, evidenzia come «si tratta per la verità di 2 progetti ben distinti che abbiamo in programma di realizzare. Il primo riguarda gli spazi "ex museo delle carte" che saranno organizzati come museo archeologico implementando quello già esistente nella zona bassa, dall'ingresso che ospita attualmente la mostra dedicata a Pirrone e che sarà allestito con il progetto Fian incentrato su Noto Antica e sullo stemmario delle famiglie nobili netine. Il secondo riguarda il museo civico, in corso Vittorio Emanuele, monastero del Santissimo Salvatore che sarà completato grazie ad un progetto della SOpRINTENDENZA, con un finanziamento di 250mila euro del Comune. «Così facendo - aggiunge il sindaco Bonfanti - daremo dignità e lustro al polo museale storico archeologico e aumenteremo la ricettività turistica culturale del territorio». Noto è in effetti dotato di un museo polivalente, dislocato in due edifici settecenteschi nel cuore del centro storico (l'ex convento di santa Chiara e l'ex convento del Santissimo Salvatore). I due palazzi monumentali si trovano l'uno di fronte all'altro, al corso Vittorio Emanuele. Nell'ex convento di Santa Chiara, ha sede la galleria d'arte moderna che comprende una sezione dedicata all'artista Pirrone. Nel monastero di Santa chiara, alla galleria Pirrone di arte contemporanea, si trova tutta la sezione medioevale; gli ultimi rinvenimenti nel 2007. Qui anche il sarcofago del vicerè Nicolò Speciale, il portale della chiesa di San Michele rinvenuta nel castello di Noto Antica e un antico alabardo. Carmen Orvieto 30112014
SICILIA - Magnificenza dell'architettura nei luoghi della memoria
Il museo archeologico di Noto, patrimonio dell'Unesco, rimane chiuso per 29 anni. La struttura, originariamente dotata di 14 sale espositive, è stata parzialmente completata nel 2007, ma molti reperti sono ancora rinchiusi in magazzini. Il progetto di completamento è stato sempre rimasto in sospeso a causa di inadempienze amministrative. Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ha annunciato due progetti per completare il museo: uno per gli spazi "ex museo delle carte" e un altro per il museo civico, con un finanziamento di 250mila euro. Tuttavia, il museo archeologico rimane ancora incompleto e parziale.
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