Si riaccendono i riflettori sulla subcolonia Greca di ELORO. Cresce sempre più l'attenzione sul sito archeologico di ELORO da parte dei turisti ma soprattutto da parte dei residenti non solo di Noto ma dell'intero circondario che vede nella città antica un punto di riferimento. HELOROs probabilmente fu fondata intorno all'VIII secolo a. C. da Siracusa, a sua volta fondata da coloni provenienti da Corinto qualche decennio prima. Secondo l'archeologo Giuseppe Voza la città non ha mai avuto una sua propria indipendenza, ma ricadeva nell'ambito amministrativo di Siracusa. Il tempio di Demetra e le possenti opere di difesa lasciano pensare ad una città Santuario che allo stesso tempo garantiva un presidio militare nell'angolo sud-est e in particolare controllava la foce del fiume ELORO (l'attuale Tellaro), che all'epoca doveva costituire una delle più importanti vie di comunicazione fra l'entroterra ibleo e la costa. Simbolo della città, sebbene si trovi all'esterno del perimetro urbano è la cosiddetta "Colonna Pizzuta" che spicca in mezzo ad un mandorleto. Fu l'archeologo Paolo Orsi a scoprire l'esistenza di una camera sepolcrale sotto la colonna, che si configura quindi come un monumento funerario risalente all'età ieroniana, come lascerebbe pensare un bronzo trovato nella sepoltura. Fra le testimonianze archeologiche più affascinanti sono i resti di un teatro scavato nella roccia, su cui ha puntato i riflettori per la prima volta Legambiente nell'ambito della campagna "Salval'Arte", ridando vita dopo oltre duemila anni a questo spazio proponendo la rappresentazione teatrale conquista di ELORO da parte del Console Marcello che ne segnò il passaggio a Roma. Altre aree di particolare interesse sono il cosiddetto tempio di Asclepio, l'Agorà, la Porta Nord con la sua forma a tenaglia e alcuni tratti della Via Elorina che attraversava l'intero sito e metteva in comunicazione la sub colonia con Siracusa dove ancora oggi rimane con la stessa denominazione la parte terminale di questa strada. Un ritrovamento degno di attenzione è il tempietto di Demetra e Kore, custodito all'interno del museo archeologico....., purtroppo chiuso da decenni ritrovato proprio sulla spiaggia, su cui privati hanno chiesto di realizzare uno stabilimento balneare. All'interno del sito non su può non menzionare la torre Stampace, una delle torri che dal periodo aragonese in poi garantivano la difesa della costa da turchi e pirati barbareschi. Il sito è stato valorizzato dall'Archeoclub di Noto che ha avviato una campagna di studio attraverso giornate di pulizia dei luoghi e con l'organizzazione di un evento teatrale estivo che ha visto la partecipazione di circa quattrocento spettatori, indice del grande interesse per il sito archeologico e per le iniziative di animazione culturale. carmen orvieto 26112014