La Dea Madre sarebbe dovuta essere venduta a New York a dicembre. Ma l'archeologo Marcello Madau l'ha scovata sul sito. Il sottosegretario Barracciu: «Tornerà in Italia» Una scultura di 4500 anni è un pezzo che ai collezionisti di mezzo mondo farebbe venire i capogiri. Christie's ovviamente aveva capito subito quanto potesse fruttare la vendita della Dea madre di epoca prenuragica. E così il lotto 85 era stato quotato un milione e duecentomila euro. L'asta si sarebbe dovuta svolgere l'11 dicembre a New York, ma ora è già tutto bloccato. Perché quella statuetta, portata via dalla Sardegna chissà quando e chissà da chi, ha una storia che interessa soprattutto ai carabinieri. Potrebbe essere stata rubata da un museo o da un collezione privata oppure portata via da un commando di tombaroli da uno dei tanti siti archeologici sparsi nell'isola. La Dea madre venerata dai protosardi (che secondo gli storici risale a 2500 anni prima di Cristo) aveva stuzzicato immediatamente interesse tra gli appassionati del genere e per questo la casa d'aste londinese aveva sollevato il prezzo per la vendita. Ma la cosa non è passata inosservata: l'archeologo sassarese Marcello Madau l'ha scovata nel sito di Christie's e nel giro di poche ore è scoppiato un caso internazionale. «Se la statuetta mostrata è davvero originale, anche se restaurata, sarebbe un reperto archeologico di estrema importanza. E per questo ho scritto al Ministero dei Beni culturali perché intervenisse subito e perché la Dea madre non finisse chissà dove». Il Ministero dei Beni culturali e i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio di Sassari non hanno ignorato il caso. L'indagine è scattata immediatamente e l'intervento dei militari ha convinto Christie's a rimuovere la piccola scultura (alta 34 centimetri) dall'elenco dei beni all'incanto. «Ora dobbiamo capire chi sia il proprietario, come ne sia venuto in possesso e a quale titolo detenga il reperto spiega il capitano Paolo Montorsi Una volta individuato sarà suo onere dimostrare, attraverso la documentazione, di avere i titoli per poterlo possedere. La legislazione italiana è precisa». A sollevare la voce per chiedere il blocco dell'asta erano stati prima di tutto gli studiosi. Tra loro anche il professor Attilio Mastino, che fino a un mese fa era il rettore dell'Università di Sassari: «La Dea Madre è uno dei simboli più importanti della nostra storia millenaria e deve essere riportata al più presto in Sardegna. Qualcuno se n'è impossessato abusivamente e deve restituirla: non possiamo accettare che il nostro patrimonio venga messo all'asta e impoverito». Entusiasta per aver "salvato" la Dea Madre, il sottosegretario ai Beni culturali, Francesca Barracciu: «Stiamo già lavorando per far tornare in Sardegna questa meravigliosa testimonianza di una cultura millenaria. E dopo questo caso vogliamo far sapere al mondo che l'Italia non è più il Paese che per noncuranza e sciatteria si lascia depredare dei suoi tesori e della sua identità».
La statuetta sarda diventa caso internazionale S'indaga sulle sue origini, Christie's blocca asta
L'asta della Dea Madre, una scultura prenuragica di 4500 anni, era prevista per l'11 dicembre a New York. Tuttavia, l'archeologo Marcello Madau ha scoperto che la statuetta era stata trovata sul sito di Christie's e ha sollevato l'allarme. La Dea Madre è un reperto archeologico di estrema importanza e il Ministero dei Beni culturali e i carabinieri hanno iniziato un'indagine. Christie's ha rimesso la statuetta dall'elenco dei beni all'incanto. Ora è necessario individuare il proprietario e dimostrare i titoli per poterla possedere.
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