L'iniziativa di crowdfunding si era aperta nell'ottobre dell'anno scorso. In 7 mila hanno dato 50 euro in media «Un passo per San Luca», la prima iniziativa italiana di crowdfunding civico promossa da una pubblica amministrazione sta per chiudersi con successo. Lanciata nell'ottobre dell'anno scorso dalla startup Ginger per conto del Comune di Bologna per raccogliere i 300.000 necessari per l'apertura di alcuni cantieri di restauro del portico omonimo simbolo della città, ha superato il traguardo, e grazie a 7.030 donatori, ha raggiunto quota 338.000 euro. «DIMOSTRATE LE POTENZIALITA' DELLA RACCOLTA» - Ad annunciare il successo è stata Agnese Agrizzi, presidente di Ginger, startup tutta femminile fondata da cinque manager culturali, che ha ideato e gestito la campagna di raccolta fondi. «I risultati raggiunti da 'Un passo per San Luca' sono indicativi delle potenzialità insite nel crowdfunding per la cura dei beni culturali. Potenzialità che riguardano sia la raccolta fondi, che l'attività di valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico di cui è ricca l'Italia». IL PORTICO - Oltre 7.000 persone hanno donato in media 50 euro a testa per i restauri. Il portico di San Luca è un simbolo dell'identità della città, caso unico al mondo per lunghezza: costruito nel 1677 grazie ai bolognesi che, mattone per mattone, grazie ad un lungo passamano, trasportarono i materiali fino a congiungere la città con il Santuario della Madonna di San Luca. Il portico si snoda per quasi quattro chilometri dalla città alla collina, per un totale di 358 archi. Quando, nel 2013, il Comune si accorse che il complesso monumentale aveva urgenza di interventi, decise di chiedere aiuto ai cittadini, avviando la campagna. Il sindaco Virginio Merola esortò i suoi concittadini a partecipare, versando anche i primi 100.000 euro. (fonte: Ansa)