La Sovrintendenza ai beni paesaggistici chiude le porte in faccia al nuovo ristorante sulla collina del Castello. Bocciato, dunque, il progetto dell'imprenditore Adriano Paccagnella, che sul sito vanta un credito edilizio con il Comune: il ristorante «non è compatibile con l'interesse paesaggistico del sito». Esultano i cittadini del Comitato parco del Castello e gli ambientalisti di Conegliano; per il Comune, ora, una bella gatta da pelare, perché Paccagnella ha un credito edificatorio riconosciutogli dal giudice dopo una lunga battaglia legale, e volenti o nolenti bisogna trovare una soluzione, con ogni probabilità il ricorso al Tar. Secondo il sindaco Floriano Zambon, «un pasticcio all'italiana». Il giudizio della Sovrintendenza è di giovedì pomeriggio: un diniego al progetto del Paccagnella, già modificato dopo le richieste della commissione urbanistica del Comune di Conegliano. Un ristorante di 240 metri quadrati coperti, più il parcheggio, tra via Molmenti e via Croce (vicino alla casa dei Padri Dehoniani di Costa). Paccagnella aveva progettato un monoblocco di pietra naturale, coerente con i materiali usati per il Castello e per le mura, ma per la commissione questa soluzione sarebbe stata una sorta di "falso storico", e perciò l'imprenditore coneglianese aveva alleggerito il progetto. Non abbastanza per evitare la bocciatura della Sovrintendenza. «Hanno comunicato il diniego all'opera, ma non possono negare la facoltà edificatoria concordata con il Comune in seguito a una sentenza», spiega Paccagnella. Che aggiunge una frecciatina all'ente di Venezia: «Hanno consentito una lottizzazione con quattro ville sulla stessa collina, molto più vicine alle mura del Castello e più impattanti del mio ristorante». E adesso? «Il Comune non può fare nulla», commenta Zambon. «Non si tratta di una pianificazione urbanistica "normale", ma di un provvedimento assunto in seguito a una sentenza. La Sovrintendenza si assume le responsabilità della decisione». Tradotto: secondo la sentenza che ha visto il Comune soccombere, Paccagnella potrebbe anche rinunciare al suo credito edilizio, e non costruire il ristorante, ma allora avrebbe diritto a un risarcimento di due milioni e 400 mila euro. L'amministrazione comunale non se lo può permettere: se è la Sovrintendenza a dire "no" al ristorante, allora sia lo stesso ente a risarcire l'imprenditore. I tecnici del Comune incontreranno nei prossimi giorni il sovrintendente, per capire le ragioni della bocciatura. Quindi, si apriranno due scenari. Nel primo caso Paccagnella modificherà ancora il progetto, e lo ripresenterà per una nuova approvazione. Oppure, farà ricorso al Tar contro la bocciatura del progetto attuale, e sarà la Sovrintendenza, eventualmente, a "pagare i danni" della mancata edificazione nel caso dovesse soccombere in sede di giudizio. In ogni caso, la collina del Castello rimarrà immacolata ancora a lungo.