Legambiente attacca la SOpRINTENDENZA di Ragusa per quella che definisce la "scandalosa autorizzazione" rilasciata per nuove trivellazioni lungo la vallata dell'Irminio (nella foto). Secondo gli ambientalisti, infatti, si è dinnanzi ad un potenziale rischio per le falde idriche. Un tema già noto, quello delle trivellazioni, che torna alla ribalta dopo un recente documento che ha trovato il via libera da parte dell'Ufficio regionale. Legambiente si scaglia contro la SOpRINTENDENZA per quella che definisce la "scandalosa autorizzazione" rilasciata per nuove trivellazioni lungo la vallata dell'Irminio. Secondo l'associazione ambientalista si è dinnanzi ad un potenziale rischio per le falde idriche. Un tema già noto, quello delle trivellazioni nell'area del fiume Irminio, che torna alla ribalta dopo un recente documento che ha trovato il via libera da parte dell'ufficio regionale. Durissimo il commento di Legambiente: "Fatta la legge trovato l'inganno. E' un vecchio detto conosciuto ovunque ma forse solo in Sicilia si può vedere un ente che prima emette le regole e poi fa di tutto per farle aggirare. Da ormai quattro anni la SOpRINTENDENZA di Ragusa ci ha abituato all'aggiramento del piano paesaggistico di Ragusa. E' successo con i pareri positivi per villette in zona agricola spacciate per abitazioni di agricoltori, poi con l'autorizzazione di opere rigide di difesa a mare (frangiflutti e pennelli) vietate espressamente dal piano, poi nella primavera scorsa con il parere positivo per costruzioni in zona inedificabile sulla spiaggia di Randello, ed infine ora con il parere positivo alle attività di ricerca di petrolio lungo il fiume Irminio. Quello che stupisce innanzitutto nel caso Irminio è che, nel parere rilasciato, viene citata la delibera della Giunta regionale di apprezzamento dell'accordo tra Crocetta e l'Assomineraria, con la quale il presidente della Regione ha di fatto svenduto la Sicilia alle compagnie petrolifere. Non si era mai visto all'interno di un provvedimento amministrativo citare una scelta politica". Poi l'associazione ambientalista entra nel merito: "Nell'esprimere il parere, la soprintendente avrebbe dovuto esclusivamente applicare il comma 8 dell'art. 146 del Codice dei Beni Culturali che dice che il soprintendente rende il parere di cui al comma 5, limitatamente alla compatibilità paesaggistica del progettato intervento nel suo complesso ed alla conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel piano paesaggistico. Ed il piano paesaggistico, attualmente in vigore, stabilisce che lungo il corso del fiume Irminio sono vietati gli impianti industriali, quali sono le ricerche di idrocarburi così come individuate dal D. lgs. 15206 (codice dell'ambiente). Lascia perplessi poi quanto affermato dal nuovo dirigente dell'assessorato ai Beni culturali, e riportato nel parere, secondo il quale il piano paesaggistico si limita a tutelare l'ambiente nel suo aspetto visivo. Una visione che forse poteva essere ritenuta valida 50 anni fa e che indica il livello culturale di certa dirigenza regionale". Ma contestazioni arrivano anche dal secondo meetup del Movimento 5 Stelle "RagusAttiva". "Si tratta di trivellazioni che saranno eseguite in una zona dove insistono falde acquifere ad altissima vulnerabilità e accanto a diversi allevamenti bovini - rilevano i grillini - Tutto per un piatto di lenticchie; tanto valgono le royalties e le imposte versate dai petrolieri". Poi la richiesta al Comune: "All'amministrazione Piccitto rimane l'ultimo parere, ovvero: il rilascio della concessione edilizia. Deve essere negata". 27112014