Neapolis. Il Comune: «Confidiamo nel buonsenso della SOpRINTENDENZA, gli spettacoli non si toccano» La paura è che le condizioni in cui versa il Teatro greco possano avere conseguenze sulla stagione degli spettacoli 2015. E dunque sulla macchina economica ad essa legata. Torna dunque sotto i riflettori del dibattito pubblico il difficile connubio tutela-sviluppo. All'allarme - lanciato nel 2006 e rinnovato in questi anni da Soprintendenti e addetti ai lavori - sull'esigenza di salvare il monumento simbolo della Sicilia sudorientale dal degrado e dalla mancata manutenzione di questi anni, subentra la preoccupazione (legittima e comprensibile) di albergatori e amministratori all'idea che il restauro dell'antica cavea del colle Temenite possa mettere a repentaglio la stagione turistica. Preoccupazione condivisibile in un momento di grave crisi economica ma che deve essere affiancata dalla consapevolezza che tutelare oggi il Teatro greco significa consegnarlo al futuro nella maniera corretta. Di certo, la paura è che un eventuale restauro possa durare tempi infiniti come mostrano esempi "neri" di monumenti in provincia e in Sicilia e dunque bene fa il Comune a chiedere certezze di tempi e modalità per tutelare la città e il suo monumento. A ciò si aggiunge anche l'esigenza di evitare danni all'immagine di Siracusa già in balia di polemiche sulla gestione dei suoi beni culturali sebbene parlare dell'esigenza di salvaguardare il suo tesoro non rappresenta un danno bensì un motivo di difesa dell'immagine cittadina da parte delle istituzioni preposte a farlo. La voce di "Noi albergatori Siracusa", dunque, è importante alla stregua di quella del soprintendente. «Da settembre - dice il presidente Rosano - vendiamo pacchetti turistici che comprendono i biglietti d'ingresso al Teatro sia per le Rappresentazione Classiche e sia per la lirica che quest'anno si rinnova con la Turandot di Puccini e progetta altri eventi nell'ambito del Festival Euromediterraneo. Pur comprendendo l'apprensione della SOpRINTENDENZA Rizzuto nel tutelare il monumento, non si può certo accettare l'allarmismo né di mettere a rischio gli spettacoli per il 2015. Il timore degli albergatori, ma direi anche dei ristoratori, dei commercianti, degli artigiani è che la notizia possa mettere inquietudine a tutti quelli che hanno già programmato e pagato in anticipo un soggiorno culturale nella nostra città e nel contempo scoraggiare i turisti che intendono farlo a breve. Si realizzi, quindi e subito, il motivato sopralluogo da parte del soprintendente e con celerità si mettano in cantiere le opere occorrenti per il necessario restauro a tutela del Teatro greco di Siracusa». Sulla vicenda interviene anche il vicesindaco e assessore comunale alle Politiche culturali e turismo, Francesco Italia. «Comprendiamo certo l'esigenza, imprescindibile, di tutelare il monumento - dice Italia - e confidiamo nell'operato del soprintendente Calogero Rizzuto al fine di evitare che questo possa mettere a rischio l'economia di Siracusa legata alla stagione delle Rappresentazioni classiche e della lirica. Siamo certi che si arriverà a un progetto che tenga conto di questa esigenza, una volta espletato il sopralluogo tecnico e verificato con attenzione le condizioni del Teatro greco». Sulla vicenda interviene anche l'ex assessore regionale ai Beni culturali, Fabio Granata. «Ho sempre avuto un atteggiamento rigorosissimo sull'utilizzazione del Teatro - dice - ritenendo la stessa da circoscrivere ai soli spettacoli classici oltre a qualche evento straordinario ma di grande levatura culturale. Ancora oggi credo necessaria la massima attenzione senza mettere in discussione la stagione Inda. La SOpRINTENDENZA si attivi per la definitiva approvazione del Parco archeologico della Neapolis piuttosto, preservandone l'integrità minacciata da assurdi progetti di nuove edificazioni e determinandone una valorizzazione in grado anche di garantire una manutenzione costante e attenta al più antico Teatro in pietra al mondo». i. d. b. 26112014