La chiesa di Santa Lucia alla Badia è off limits per i disabili: bocciato il progetto della rampa Due quadri per un altare. Accade nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, a piazza Duomo, dove dietro il "Seppellimento di Santa Lucia" di Caravaggio si trova un altro grande dipinto di Deodato Guinaccia. Un'altra opera intitolata alla Patrona aretusea dipinta con appassionata intensità dal pittore Cinquecentesco e dedicato al Martirio di Santa Lucia. Il dipinto è stato "sostituito" da quello che il pittore della luce realizzò nel 1608 per la Basilica della Borgata. Il quadro di Caravaggio, infatti, sarebbe dovuto rimanere nella chiesa di piazza Duomo per qualche tempo in attesa del completamento dei lavori di restauro della chiesa della Borgata avviati nel 2009. E invece è ancora in Ortigia, nonostante l'intervento di sistemazione dell'altare della Basilica di S. Lucia sia stato concluso, come confermano dagli uffici della Curia aretusea. Ma del ritorno dell'opera, ancora, nessuna notizia. Così come del quadro "occultato" dal capolavoro caravaggesco che potrebbe rischiare di essere danneggiato da umidità e carenza di cure. La pala di altare originale della chiesa di Santa Lucia alla Badia, infatti, è ad opera di Deodato Guinaccia, artista napoletano che dipinse l'opera nel 1579. Raffigura l'immagine della Santa trascinata dai buoi, irremovile come la fermezza nella fede della Patrona. Il quadro "peregrino" Non c'è pace, intanto, per il Caravaggio. Era il 1971 quando l'opera venne trasferita da Siracusa all'Istituto centrale del Restauro di Roma per un lungo restauro concluso nel 1984: data in cui il dipinto ha fatto ritorno in città. Non più alla Borgata bensì al museo Bellomo dove il "Seppellimento di Santa Lucia" è stato esposto per 19 anni fino ai lavori di restauro del museo. Da allora, la preziosa tela è stata ospite d'onore di esposizioni di rilievo tra cui persino una mostra in occasione della notte Bianca di Roma. E ancora Napoli, Torino, al palazzo Reale di Milano dove è rimasta fino al marzo del 2006 quando il quadro è tornato in Sicilia, a Palazzo Abatellis, in mostra per un mese nel capoluogo palermitano. Dopo 35 anni di attesa, Siracusa ha riaccolto il capolavoro caravaggesco nel 2006. Era il 19 maggio. E la Borgata era vestita a festa. Oggi il quadro è ancora conteso tra i due rioni più antichi della città: la Borgata e Ortigia, appunto. Ed è protagonista di un braccio di ferro che vede in campo più enti nessuno dei quali disposto a chiarire la situazione di empasse. Secondo le ultime notizie, la SOpRINTENDENZA in sinergia con la Curia starebbe lavorando all'accordo per il rientro del quadro alla Borgata. Tuttavia vi sarebbero pressioni affinché il quadro resti in Ortigia per ragioni di opportunità turistiche, diciamo così. L'opera è protagonista di una gestione complicata: essendo un bene di proprietà del Fec (Fondo edifici di culto) è gestito dalla Prefettura su diretta competenza del ministero dell'Interno. Ma la sua tutela, come ogni patrimonio culturale, compete alla SOpRINTENDENZA. «Non ci arrenderemo - dice il vicepresidente della circoscrizione di Santa Lucia, Francesco Candelari - fino a quando la Borgata non riavrà il quadro che Caravaggio dipinse per la nostra Basilica. Sappiamo che le intenzioni di far rientrare il dipinto siano flebili e che chi dovrebbe aiutarci non lo sta facendo. Ma non ci fermeremo: la Borgata aspetta il suo quadro, non solo per ragioni turistiche e di rilancio ma soprattutto per il valore religioso, affettivo che rappresenta per il quartiere di Santa Lucia». Turismo non accessibile A complicare le cose vi sarebbe la bocciatura da parte della SOpRINTENDENZA del progetto per la realizzazione di una passerella di accesso alla chiesa di Santa Lucia alla Badia. Il gioiello architettonico di piazza Duomo che ospita dal 2009 il Caravaggio, infatti, non è aperto ai disabili. Nel solito contesto di penuria di notizie, dalla Curia si sa solo che circa un mese addietro è stato presentato un progetto a cui la SOpRINTENDENZA ha detto no. Un lavoro realizzato sotto la supervisione della docente Bernadette Lo Bianco, presidente dell'associazione "Sicilia turismo per tutti" per dare risposte ai numerosi visitatori disabili desiderosi di ammirare la chiesa e, soprattutto, l'opera caravaggesca. A dar man forte all'associazione anche il Lions club disposto a finanziare il progetto alla vigilia dei festeggiamenti in onore di Santa Lucia e del rientro delle sue sacre spoglie da Venezia. Al momento, i tecnici della SOpRINTENDENZA sono al lavoro per valutare il progetto la cui utilità - ed è bene evidenziarlo - non è volta solo a chi ha problemi di deambulazione ma anche agli anziani, alle mamme con i passeggini e a chi, insomma, per svariati motivi ha qualche difficoltà a salire i gradini. 26112014