I Comuni di Pescara e Spoltore uniti per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e la presentazione del libro «Non si può incatenare il sole. Storie di donne nelle carceri iraniane», di Puoran Najafi e Hengameh Hajhassan, a cura dell'associazione Donne democratiche iraniane residenti in Italia, edito da Menabò con la prefazione di Dacia Maraini. La presentazione si terrà nella sala Figlia di Jorio della Provincia martedì 25 novembre, dalle 17 alle 20. «Il 25 novembre», spiega l'assessore alle Pari opportunità Sandra Santavenere, «è una data importante non solo per dire no alla violenza contro le donne, ma per andare oltre i generi, per riflettere su interventi concreti di prevenzione. Dobbiamo farlo anche in nome di un approccio culturale nuovo: tutto ciò che può essere diverso non è nemico e non è da deprezzare, ma da rivalutare perché il diverso è un valore aggiunto». (y.g.) PESCARA E dopo la possibile soppressione della sezione staccata del Tar, Pescara potrebbe perdere un altro pezzo della pubblica amministrazione. Questa volta, a rischio di trasferimento all'Aquila, è la Soprintendenza archivistica per l'Abruzzo di via Conte di Ruvo, a palazzo Monti. Per adesso non ci sarebbe nulla di ufficiale, ma la bozza del decreto ministeriale, messa nero su bianco il 16 novembre da parte del ministero dei Beni culturali, e presentata martedì ai sindacati in un incontro che si è tenuto a Roma, pare non lasciare scampo alla sede pescarese. Al momento, sul documento elaborato dal ministro Dario Franceschini i sindacati non si sono ancora espressi, ma tutto lascia intendere che ormai la decisione sia già stata presa. Anche perché, in questa sorta di riordino delle Soprintendenze archivistiche, a livello nazionale è già toccato alle Marche e all'Umbria, e ora toccherebbe all'Abruzzo e al Molise. Certo, a dire il vero, secondo r qualcuno non sarebbe da scartare l'ipotesi che si tratti di un errore in quanto, se nell'accorpamento di Abruzzo e Molise si parla dell'Aquila come sede centrale, lo si potrebbe ascrivere al fatto che, siccome in tutt'Italia tutte le sedi centrali delle Soprintendenze archivistiche risiedono nei capoluoghi di regione, anche per l'Abruzzo sia così, e quindi il ministero non avrebbe fatto altro che dare per scontato, senza aver pensato di aver dato atto a un trasferimento, che la direzione regionale sia all'Aquila. E invece l'Abruzzo, finora, è stata l'unica regione ad aver avuto la direzione regionale in una città diversa da quella del capoluogo regionale, che in questo caso è Pescara. La Soprintendenza archivistica ha infatti la sua direzione regionale a Pescara dal 1963, prima ancora del 1970, quando nacquero le Regioni, sede che allora era ospitata al palazzo della Prefettura, per poi trasferirsi nella sede attuale, passando sotto l'egida dei Beni culturali, nel 1975 quasi quarant'anni fa. Ma è probabile invece che di errore non si tratti e che il ministero abbia deciso non solo di accorpare le due regioni limitrofe, ma anche di trasferire la direzione regionale, per una sorta di uniformità, così com'è per tutte le altre regioni d'Italia, nel capoluogo regionale. E dire che la Soprintendenza archivistica, diretta dal 2007 da Maria Teresa Spinozzi, aveva già cominciato ad organizzarsi per un altro trasferimento, ma di poco più di un chilometro, in piazza Italia, presso gli uffici del Tesoro. Ora invece è probabile che debba cominciare a cercare un locale all'Aquila, con le immaginabili difficoltà che comporterà. In aggiunta ci sono i trenta dipendenti che sono alle dipendenze della Soprintendenza archivistica i quali, stando ad alcuni dati, hanno un'età che va dai 55 ai 60 anni, e che certamente non gradiranno lo spostamento. (V.d.L.)