I numeri misteriosi dietro alle più grandi opere dell'ingegno umano Che sguardo quello di Monna Lisa. Enigmatico e sfuggente, che guarda lontano, ben oltre le persone che le stanno davanti. Oggi sono i turisti che si accalcano per cogliere l'attimo fuggente di quello sguardo e di quel sorriso appena accennato. Un tempo, invece, fra il 1503 e il 1514 circa, c'era una sola persona davanti a lei, Leonardo da Vinci, lo scienziato, il genio, l'ingegnere, il pittore, colui che la Gioconda l'ha disegnata e dipinta (a lungo) in quel ritratto che è il capolavoro più visto del Louvre. Il quadro più famoso al mondo, anche per la scia di misteri che si porta dietro. A partire dalla modella, Lisa Gherardini, le cui spoglie sono state cercate di recente (e finora invano) nell'ex convento di Sant'Orsola a Firenze da Silvano Vinceti e dal suo staff del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni culturali. E proprio Vinceti, quattro anni fa, raccontò che lo studio della tela capolavoro aveva portato alla scoperta di due lettere - "L" e "V" - nell'occhio destro della Gioconda, di altre due lettere non meglio definite nell'occhio sinistro, e del numero 72 sul ponte che fa da sfondo al ritratto. E se il 72 - sempre secondo Vinceti - sarebbe legato al pensiero religioso, esoterico e filosofico del genio vinciano, le due lettere "viste" nell'occhio destro sarebbero semplicemente le iniziali di Leonardo. 72, un numero che può avere molti significati: sono 72, secondo alcuni testi di Luca, i discepoli di Gesù, come 72 sono gli articoli del codice dei Templari. E secondo la cabbala erano 72 le lettere di Yahweh, cioè Dio. leggi anche: pisa Il fascino discreto del numero 60 su piazza dei Miracoli Fibonacci, la sezione aurea e il Battistero-calendario. È il mistero di Pisa. Come in un libro di Dan Brown, ma è tutto vero Ad interpretare Monna Lisa ci hanno provato in tanti, perché il fascino del suo sguardo alimenta il mistero a proposito del quale si può dire tutto e il contrario di tutto: lo sfondo rappresenta un paesaggio reale (e non ancora trovato) oppure è nato nella fantasia di Leonardo? E i numeri e le lettere ci sono veramente oppure sono suggestioni fantasiose? Qualche tempo fa in un'intervista al Tirreno, Carlo Pedretti, uno dei massimi studiosi di Leonardo, professore all'Università della California, ebbe a dire, raccontando del giorno in cui al Louvre insieme ad altri esperti potè osservare e toccare il prezioso ritratto: «Ci sono (i numeri)? Mah. E chi li vedeva? Credo che di screpolature le superfici dei quadri siano piene, e al microscopio sia possibile rilevare tutto un reticolo di segni, veri o d fantasia». Numeri (come il 666, la Bestia dell'Apocalisse), esoterismo e cabbala sono frequenti nella storia dell'arte. Prendiamo ad esempio l'arte di Amedeo Modigliani, il pittore "maudit" (maledetto) di discendenza ebraica, che nella furia creativa del disegno - degli studi delle cariatidi, ma anche sulle sculture e sui quadri - riporta segni, simboli e numeri riconducibili proprio alla numerologia e alla cabbala. La storia porta poi con sé tracce misteriose o pseudo tali e comunque già per altri monumenti - al di là dello studio sulla piazza dei Miracoli - i numeri diventano spesso protagonisti. Come accade per la piramide di Cheope, la più grande di Giza, il cui rapporto tra l'altezza e il lato della base quadrata coincide approssimativamente al numero aureo - o sezione aurea, o proprzione divina - utilizzato da Fidia (da qui anche la denominazione costante di Fidia) per il progetto del Partenone che domina l'Acropoli di Atene. E facendo il rapporto tra la lunghezza del perimetro di base della piramide e il doppio dell'altezza si avvicina con grande approssimazione al valore del Pi greco, cioè 3,14.
Le cifre dell'occulto dalla piramide di Cheope a Monna Lisa
Il quadro "Monna Lisa" di Leonardo da Vinci è considerato il capolavoro più visto del Louvre. Il ritratto è stato oggetto di numerose speculazioni e misteri, tra cui la presenza di numeri e lettere nascoste nell'opera. Secondo alcuni studiosi, il numero 72 sarebbe legato al pensiero religioso e filosofico di Leonardo, mentre le due lettere "L" e "V" nell'occhio destro sarebbero le iniziali del genio. Altri studiosi, come Carlo Pedretti, hanno espresso dubbi sulla presenza di numeri e lettere nascoste, suggerendo che le superfici dei quadri sono piene di segni e simboli che potrebbero essere interpretati in diversi modi.
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