QUAL è lo stato di salute della cultura in Italia? Federculture anche quest'anno ha realizzato il dossier che mette nero su bianco dati e statistiche: è stato presentato ieri mattina a Palazzo Madama dal presidente del Senato Piero Grasso e da Roberto Grossi, presidente di Federculture. In tema di connessione telematica, che sta alla base delle scelte dei nuovi viaggiatori, il sito Internet per presentare un museo è il primo biglietto da visita. Si scopre così che i musei siciliani non sono ancora allineati per la digitalizzazione, anche se qualcosa si è fatto: così se il 72 per cento possiede un sito web dedicato al di là della qualità dei contenuti si è ancora indietro per la realizzazione del catalogo online (solo il 19 per cento) che anche a distanza permette l'accesso e la fruizione dei beni museali, mentre scende al 3 per cento la realizzazione di applicazioni per smartphone e tablet dedicati ai musei. Ugualmente bassa è la percentuale delle biglietterie online per i musei siciliani, servizio posseduto solo dal 6 per cento e solo il 13 per cento dei musei concede la connessione wi-fi gratuita ai suoi utenti. In controtendenza, invece, il dato relativo alle visite virtuali, che vede il miglior risultato in tutta Italia con il 27 per cento dei musei abilitati a questo servizio. Il Comune e la Provincia di Palermo non dichiarano uniche in Italia la spesa in cultura, fermando al 2012 l'ultima spesa totale in bilancio. Città che spende pro capite per la cultura 13,95 euro, contro i 277,24 euro di Firenze e i 134,89 euro di Milano. E i visitatori dei musei in crescita in Italia del 2,9 per cento a Palermo fanno registrare un segno negativo, con una flessione del 5,3 per cento. Nel complesso, la fruizione culturale in Italia è diminuita per le mostre del 9,1 per cento e per i siti archeologici dell'8,8 per cento; eccezione: i concerti di musica classica che crescono del 16,7 per cento. p. n.