TRA oggi e domani uscirà il bando per la ricerca del nuovo direttore del Castello di Rivoli e della Gam. In poche parole il nuovo sovrintendente dell'arte contemporanea di Torino. Chi verrà scelto, anche se il Castello di Rivoli o la Gam non dovessero fondersi in un'unica gestione sotto il tetto della attesa "superfondazione", governerà comunque su entrambi i musei. Nel bando, che verrà pubblicato sui mezzi d'informazione e sulle principali riviste di arte contemporanea, si prevedono le due opzioni: unico contratto con la nuova superfondazione, in caso di matrimonio tra il Castello e la Fondazione Musei, oppure doppio contratto, uno con il Castello l'altro con Torino Musei, se si opterà per una convivenza senza vincoli. «Noi siamo per la fusione sottolinea l'assessore alla Cultura del Comune, Maurizio Braccialarghe anche la Regione con l'assessore Parigi è favorevole. Ora porteremo le delibere nei rispettivi consigli, che sono sovrani. Per questo abbiamo dovuto tenere comunque nel bando le due ipotesi». Con la selezione si sceglierà il successore di Danilo Eccher, ora numero uno della Gam, e della numero uno di Rivoli: Beatrice Merz. Nel bando non si fa riferimento al compenso del nuovo direttore. «Sarà in linea con quello di strutture analoghe a livello internazionale», precisa Braccialarghe. Lo stipendio avrà una parte fissa e variabile legata ai risultati, «non solo quantitativi, ma qualitativi», sottolinea l'assessore di Palazzo Civico. Tra i criteri alla base della gara, affidata alla Praxi, per individuare la nuova guida, tre sono i principali: esperienza comprovata nella gestione di musei e in particolare di strutture dedicate all'arte contemporanea, capacità di gestione di budget, esperienza nella ricerca di fondi privati e sponsorizzazioni. Insomma, la componente artistica e quella manageriale avranno lo stesso peso. Tempi di selezione? Un mese e mezzo, massimo due. Praxi farà una prima selezione delle candidature. Chi entrerà a far parte della lista ristretta dovrà presentare un progetto e farà un colloquio con la commissione esaminatrice. Difficile che tra il lancio del bando e la scelta definitiva la questione superfondazione si sia già risolta con una fusione.