Entrambi i riconoscimenti Unesco della provincia aretusea rischiano di essere perduti. Siracusa e la Necropoli di Pantalica da un lato, e i Comuni siracusani che fanno parte del Val di Noto, infatti, potrebbero essere cancellati da quella World heritage list ottenuta con grandi sforzi. A lanciare l'appello è Legambiente Sicilia rappresentata in provincia da un gruppo, appassionato, di volontari guidati dall'avvocato Paolo Tuttoilmondo. Ed è proprio il responsabile di Legambiente Siracusa a ribadire l'allarme lanciato dal direttore regionale dell'associazione ambientalista, Gianfranco Zanna. Il problema riguarda due aspetti: la mancata attuazione del piano di gestione previsto dall'Unesco e la scarsa tutela dei luoghi. Il terzo punto è poi quella della promozione di questi luoghi considerati "Patrimonio dell'umanità" che è legata ai primi due. «Lo avevamo detto già nel 2013 - dice il direttore regionale di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna - in occasione dell'ultimo dossier Unesco, ma ad oggi nulla è stato fatto. Le eccellenze culturali del Siracusano più conosciute al mondo rischiano di essere cancellate dalla lista Unesco. La ragione è innanzitutto politica: manca la testa e il coordinamento». Il punto dolente per il sito di Siracusa, come evidenzia Paolo Tuttoilmondo, è quello legato al pericolo di cementificazioni sul mare. Legambiente non ha dubbi: no ai porti turistici. «Si tratta di una follia che abbiamo denunciato con un esposto inviato all'Unesco - dice Gianfranco Zanna - poiché i progetti, mai comunicati all'atto del riconoscimento mondiale, sono relativi alla costruzione di ben due turistici in piena buffer zone, ovvero in quell'area rossa che non è possibile intaccare: nel Porto Grande di Ortigia. I due progetti sono uno scempio enorme». A tal proposito, Zanna ricorda come la città di Dresda 4 anni fa perse il riconoscimento perché il Comune tedesco decise di costruire, nonostante il divieto, un ponte sul fiume. «A Siracusa si ipotizza di fare peggio: due porti in Ortigia, non in periferia ma in piena zona rossa - prosegue - se ciò dovesse avvenire, di certo non verrebbero rispettati i dettami Unesco». Per Pantalica, invece, Legambiente ha denunciato la volontà di costruire un ponte sul torrente Calcinara, nel cuore della riserva protetta. Il progetto è stato riveduto e corretto e oggi si parla di passerella, ma la SOpRINTENDENZA aveva bloccato anche questi lavori. «L'ex soprintendente Beatrice Basile - dice Gianfranco Zanna - aveva detto no all'opera che prevedeva finti dissuasori e altri elementi. Forse anche questo è stato un motivo legato alla sua rimozione». Il pericolo, dunque, è che se la politica non attui il suo ruolo, l'Unesco potrebbe fare un passo indietro. E la sconfitta sarebbe di tutti. Isabella di bartolo 23112014
SICILIA - Legambiente. Manca il piano di gestione. Siracusa e Pantalica verso la cancellazione dalla World heritage list I riconoscimenti Unesco sono a rischio
La provincia aretusea, che comprende Siracusa e i Comuni del Val di Noto, rischia di perdere i suoi riconoscimenti Unesco. La ragione è la mancata attuazione del piano di gestione previsto dall'Unesco e la scarsa tutela dei luoghi. Il problema è anche legato alla promozione di questi luoghi come "Patrimonio dell'umanità", che è legata ai primi due punti. La ragione è politica: manca la testa e il coordinamento. I progetti di costruzione di due porti turistici in piena buffer zone, ovvero in quell'area rossa che non è possibile intaccare, sono stati denunciati da Legambiente.
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