L'evento nel gennaio 2006 "per dimostrare che Firenze è la capitale dell'arte italiana" Le opere saranno esposte dal 20 gennaio al 23 aprile alnuovo Museo dell'uomo. Obiettivo: un milione di visitatori In Cina 80 capolavori degli Uffizi Con 80 capolavori che lasceranno le collezioni dei musei fiorentini per raccontare «L'uomo e il suo tempo in sei secoli d'arte italiana». La mostra promossa dalle più alte istituzioni dello Stato, inaugurerà ufficialmente nel 2006 l'anno dell'Italia in Cina. «Dopo il Giappone, ora giochiamo la partita cinese con importanti opere che saranno espostedal 20 gennaio al 23 aprile al nuovo "Museo dell'uomo" di Pechino spiega-il soprintendente del Polo museale Antonio Paolucci L'obiettivo è affermare che la cap itale dell ' arte italiana, e una delle prime capitali dell'arte universale, è Firenze». Una mostra dal preciso imput politico-economico, interamente pagata dal governo cinese che punta ad attrarre, in tre mesi, almeno 1 milione di visitatori. Tra le opere in partenza, molte lasciano la Galleria degli Uffizi, sollevando non pochi dissensi tra i responsabili del museo che non ritengono assolutamente opportuno " spogliare" la galleria di dipinti fondamentali, segnalati sulle guide di tutto il mondo. Cosa vedranno i cinesi in fila? Volano a Pechino la Madonna del Cardinale Casini di Masaccio, Santa Monaca di Paolo Uccello, numerosi ritratti tra cui quello di Francesco Maria Della Rovere di Raffaello, del Cardinale Carlo di Mantegna, di un giovane di Lorenzo Lotto, di donna di Pollaiolo. Insieme all'Uomo malato di Tiziano, all' Annunciazione di Botticelli, ad un disegno di Leonardo, a dipinti di Lorenzo Di Credi, Filippino Lippi, Guercino, Bronzino, con al seguito sculture, oggetti preziosi e armi. Non partiranno invece i capolavori delicatissimi del Giovane con medaglia di Botticelli e la Velata di Raffaello, depennati dalla lista con altri pezzi rilevanti dopo gli animosi contrasti in soprintendenza. «Da 80 opere, come da contratto ora siamo scesi a 69 spiega con rammarico Mario Scalini, curatore della mostra Sono stati cancellati tutti i pezzi che non era opportuno togliere dalle sale. Dobbiamo però proporre un excursus di dipinti che, a partire dal '400, documentino l'affermarsi del ritratto, dalle figure sacre fino alla committenza privata. Insomma ora ci sono lacune da colmare». «Vecchia questione commenta Paolucci Intanto i quadri-totem non si toccano, poi ci sono cosi tante opere nei nostri musei che toglierne alcune è come levare un pelo ad un gatto. Certo, è un rischio, ma i vantaggi economici che ci stanno dietro sono enormi. E poi, in tanti anni di mostre, gli unici quadri persi sono stati quelli attaccati al chiodo la notte della bomba in via dei Georgofìli». Perentorio e determinato a sbarcare con la grandeur fiorentina in Oriente, Paolucci si preoccupa esclusivamente di comesarà recepita la mostra: «Spero solo che i cinesi non siano come i giapponesi, che si sono appiattiti sul mito del Rinascimento». Non a caso, aggiunge Scalini, «gli storici dell'arte di Pechino volevano una mostra sulRinascimento, ma ho fatto presente cheleoperesonosutavoledi grandi dimensioni, difficilmente gestibili». Alla fine, chissà quanti pezzi lasceranno Uffizi, Bargello, Accademia, Argenti e San Marco: dipinti che dal Medioevo a inizio '800, documentano all'individualità umana. Destinati a stupire un popolo che da sempre si li conosce nella collettività.
Gli Uffizi voleranno in Cina- Ottanta opere a Pechino, polemica in soprintendenza
Nel gennaio 2006, Firenze è stata scelta come capitale dell'arte italiana per una mostra che si è tenuta al Museo dell'uomo di Pechino. L'evento era promosso dal governo cinese e aveva l'obiettivo di attrarre almeno 1 milione di visitatori. Le opere esposte provenivano principalmente dalle gallerie degli Uffizi e altri musei fiorentini, tra cui il Bargello, l'Accademia e San Marco. Tra le opere in partenza, ci sono capolavori di artisti come Masaccio, Uccello, Raffaello, Tiziano e Leonardo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo