È stato condannato a 4 mesi di carcere (pena sospesa) e multa da 20 mila euro il turista russo che sabato mattina ha inciso l'iniziale del proprio nome, una grande lettera K, su un muro del Colosseo. Il danno arrecato, secondo i tecnici, «è notevole». Dall'inizio dell'anno è il quinto turista sorpreso a danneggiare l'Anfiteatro. Quattro mesi di reclusione (ma pena sospesa) e 20 mila euro di multa da pagare entro gennaio. Ha usato la mano pesante il tribunale di Roma che ieri ha giudicato per direttissima il turista russo di 42 anni sorpreso sabato mattina dai carabinieri mentre stava finendo di incidere una grossa lettera K, iniziale del proprio nome, su un muro del Colosseo. I militari erano stati chiamati dal personale della Soprintendenza che aveva visto in azione il vandalo. L'uomo è stato prima bloccato e identificato e poi arrestato in serata con l'accusa di danneggiamento aggravato dopo la convalida del magistrato. Poi ieri mattina, al termine dell'udienza, è arrivata la sentenza, anche se è scattata la sospensione della pena e l'uomo è stato rimesso in libertà. Condanna esemplare, dunque, ma il danno resta. Il russo infatti ha asportato la superficie della struttura in laterizio utilizzando un sasso. La lettera è alta 25 centimetri e larga 17. E se l'uomo, che faceva parte di un gruppo di connazionali, non fosse stato visto da una dipendente dei Beni culturali, avrebbe potuto arrecare danni ancora più ingenti. Il muro lesionato si trova nell'anello interno del Colosseo al piano terra, dal lato meridionale e cioè il versante che da verso il Celio. Si tratta di una zona molto frequentata dai visitatori e che in pratica si affaccia sull'interno dell'Anfiteatro, dove il ministro Dario Franceschini sogna di ripristinare la vecchia arena, magari per aprirla a rappresentazioni di dramma antico o a concerti di musica classica. «Secondo i tecnici della Soprintendenza intervenuti per una prima stima della lesione - aveva spiegato la Soprintendente Mariarosaria Barbera sabato pomeriggio - il danno cagionato al monumento, indipendentemente dal supporto, che è moderno, è notevole. L'incisione, infatti, ha asportato una parte della superficie della struttura e, inoltre, ne compromette la conservazione e l'immagine. Ringrazio i carabinieri e il personale del Colosseo per l'intervento tempestivo come sempre». L'episodio di vandalismo che ha visto il turista russo come protagonista non è il primo di quest'anno: nel corso del 2014 sono stati sorpresi in azione due australiani, padre e figlio (l'11 gennaio) e due adolescenti, un canadese (il 17 marzo) e un brasiliano (il 20 maggio), tutti fino ad oggi denunciati. Stavolta, sia per l'entità del danno maggiore rispetto agli episodi precedenti, sia per dare probabilmente un segnale forte, è scattato l'arresto, seguito appunto da processo per direttissima e severa condanna.
Condannato il vandalo russo del Colosseo
Un turista russo di 42 anni è stato condannato a 4 mesi di carcere (pena sospesa) e multa da 20 mila euro per aver danneggiato il Colosseo di Roma. Il danno arrecato è notevole e il muro lesionato si trova in una zona molto frequentata dai visitatori. Il turista era stato sorpreso sabato mattina dai carabinieri mentre stava incidendo una grossa lettera K su un muro del Colosseo. La sentenza è stata scattata dopo la convalida del magistrato, ma il danno resta. Questo è il quinto episodio di vandalismo al Colosseo quest'anno, con precedenti casi di due australiani, padre e figlio, e due adolescenti, un canadese e un brasiliano.
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