A Sansepolcro i lavori, a cura dell'Opificio, saranno aperti al pubblico. Finanziamenti da un ex dirigente Una app, da gennaio, permetterà di seguire il restauro della Resurrezione di Piero della Francesca al Museo Civico, insieme ai segreti che l'artista ha fatto arrivare sino a noi. L'operazione sarà diretta dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze con la Soprintendenza di Arezzo e il Comune di Sansepolcro: 18 mesi di lavori per un costo di 200.000 euro. La metà di questi donati da Aldo Osti, ex dirigente Buitoni che oggi vive in Svizzera: «Mi ha convinto un amico di Sansepolcro, città alla quale sono legato e dove è nato mio figlio. L'opera va oltre il valore pittorico, è il messaggio di una civiltà che esce dal sepolcro, perché alla fine è Piero che noi tutti dobbiamo ringraziare». Il Comune ha stanziato altri 40.000 euro, grazie anche alla convezione con l'Opificio, mentre i restanti 60.000 cercherà di trovarli attraverso sponsor privati: «Il tempo passa per tutti ed è arrivato il momento di restaurare l'opera ha detto il sindaco di Sansepolcro, Daniela Frullani che è simbolo laico e religioso al tempo stesso, quella che ci ha salvato da un possibile bombardamento durante la Seconda guerra mondiale. Ringrazio, quindi, Osti per la sua generosità, un gesto che dà fiducia, speranza e che legherà per sempre il suo nome alla nostra città». I lavori di restauro saranno aperti al pubblico, come accade da anni anche per altre opere d'arte, un connubio con la app che, si spera, porterà molti turisti, italiani e stranieri, a Sansepolcro per visitare uno dei dipinti che ci hanno fatto conoscere al mondo: «Soddisfazione e responsabilità sottolinea Agostino Bureca, soprintendente di Arezzo per chi come noi deve salvaguardare il territorio e i suoi contenuti dal valore inestimabile». «Piero meditava sui progetti ricorda Cecilia Frosinini, direttrice settore conservazione dipinti murali dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze ci tornava sopra negli anni e ci ha lasciato poche opere ma di sterminata qualità. Le difficoltà maggiori del restauro, nonostante la superficie non sia grandissima, stanno nelle differenti tecniche utilizzate, l'affresco come la tempera a secco, quindi dovremo affrontarlo centimetro per centimetro. Senza contare che forse ci permetterà di risolvere il mistero legato al luogo originario del dipinto». Anche Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al ministero dei Beni e delle attività culturali, ha rimarcato l'importanza del gesto di Osti, «in un Paese che destina la percentuale europea di risorse più bassa al proprio patrimonio artistico pur inneggiando al turismo culturale».
Sansepolcro. Una app con la Resurrezione di Piero, per seguire il restauro
A Sansepolcro, in collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e la Soprintendenza di Arezzo, i lavori di restauro della Resurrezione di Piero della Francesca saranno aperti al pubblico. Il restauro, che richiederà 18 mesi e 200.000 euro, è stato finanziato in parte da Aldo Osti, ex dirigente Buitoni, che ha donato la metà del costo. Il Comune di Sansepolcro ha contribuito con 40.000 euro, mentre i restanti 60.000 euro saranno cercati attraverso sponsor privati. La Resurrezione è un affresco tempera a secco e presenta difficoltà nel restauro, ma potrebbe anche risolvere il mistero del suo luogo originario.
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