Taranto è spartana o ha sangue misto nelle vene? La rinascita della città può partire dal mito di Sparta o la genealogia è farlocca? L'apprezzamento del progetto depositato dagli Artisti Uniti per Taranto fatto dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini nella recente visita nel capoluogo ionico ha spaccato la città. «Quando ho assistito per la prima volta alla presentazione del progetto ammette l'imprenditore Tony Natuzzi - ne ho compreso subito la validità e l'importante potenziale, rimanendone affascinato. Prima di vederlo ero convinto che il destino di Taranto fosse ormai segnato. Ora torno a credere che una Taranto diversa sia possibile». Lucio Pierri, uomo di cultura e già assessore della prima giunta Stefàno, si domanda se nelle vene dei tarantini scorra sangue spartano. «Forse qualche goccia, ma nulla di più. Se c'è una città eterogenea per antonomasia dice - questa è Taranto. Pochi di noi hanno entrambi i genitori tarantini, nessuno credo tutti i nonni. Nella sua storia trimillenaria questa città è stata di volta in volta dei japigi, greca, romana, bizantina, longobarda , araba, normanna. La forza culturale di Taranto sta in questa straordinaria esperienza storica che ha visto avvicendarsi popoli di ogni origine e tutti ha accolto. Anche dal punto di vista turistico Taranto credo che possa avere un suo sviluppo se saprà narrare e rappresentare tutta la ricchezza della sua storia». Il progetto, intanto, s'è diffuso e raccolto consensi. «Taranto, la città Spartana dice Marco de Bartolomeo, leader del Movimento, - al momento vanta il sostegno e l'apprezzamento di circa seimila persone. Il progetto non è solo culturale ma anche economico e di riconversione industriale, per cui non può prescindere dall'investimento dello Stato e pertanto dal contributo politico». In completo dissenso verso questa iniziativa lo storico Roberto Nistri. «Il buon ministro Franceschini commenta - si è esibito nella solita cantata dei giorni dispari, suscitando arditi confronti con gli splendidi musei torinesi che nulla hanno a che fare con la situazione ebalica. Ben vengano eventuali proposte di spettacolarizzazione con la supervisione del Museo archeologico, naturalmente senza doppioni del tradizionale convegno e senza scenografie muscolari da film peplum. Un solo consiglio: imparare da Matera». «Questo progetto precisa infine Saverio De Florio, coprogettista, - è un piano dal carattere turistico, artistico e sportivo essenziale per una conversione da una industria dell'acciaio e degli idrocarburi all'industria delle relazioni umane. Comprende sei foreste urbane, un porto turistico, una stazione marittima, un teatro greco sul mare, un parco storico e culturale, un'area expo e una cittadella dello sport».
E Sparta divide Taranto
Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha apprezzato il progetto "Taranto Spartana" presentato dagli Artisti Uniti per Taranto. L'imprenditore Tony Natuzzi è convinto che il progetto possa aiutare a rinascere la città. Lucio Pierri, uomo di cultura, si chiede se Taranto abbia sangue spartano nelle vene, ma ritiene che la città sia eterogenea per antonomasia. Marco de Bartolomeo, leader del Movimento, sostiene che il progetto possa avere un sviluppo turistico se Taranto saprà narrare tutta la ricchezza della sua storia. Roberto Nistri, storico, è contrario all'iniziativa e suggerisce di imparare da Matera.
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