Il sindaco chiedeva di non alimentare discussioni che potevano nuocere al progetto di Lecce capitale europea della cultura. E loro, «per spirito repubblicano», lo avevano fatto. Ma ora, dopo le rivelazioni sulla sconfitta le opposizioni attaccano. Oggi risponde il sindaco Perrone. LECCE Il sindaco Paolo Perrone preferisce rinviare ogni dichiarazione a questa mattina, dopo la pesante stroncatura incassata da Lecce con le motivazioni della giuria internazionale incaricata di scegliere la capitale della Cultura europea 2019. Scelta che, come noto, è ricaduta il 17 ottobre scorso su Matera e non su Lecce. Per oggi alle 10 Perrone ha convocato, infatti, una conferenza stampa nella sala giunta del Comune, insieme agli assessori Luigi Coclite (Cultura) e Alessandro Delli Noci (Politiche giovanili e Innovazione tecnologica). Ma le reazioni e anche le critiche da ieri si sono scatenate tra i banchi dell'opposizione. Le più dirette sono quelle di Luigi Melica, docente universitario e consigliere comunale dell'Udc che già aveva sottolineato come «nel bid book di Lecce, del passato non vi fosse traccia, come se nulla fosse accaduto prima del 2007». Ieri è tornato su questo aspetto, cioè su quelle che la commissione giudicatrice chiama le «legacy issues». «Incredibile ha commentato ieri Melica - la giuria ha capito la psicologia del sindaco: è talmente forte la sua chiusura verso chi l'ha preceduto da aver permesso che tutto fosse dimenticato, tutta la nostra storia, i nostri avi messapi, romani e medioevali che la nostra terra, invece, ci fa scoprire ogniqualvolta scaviamo anche di pochi metri». Ma Melica ha criticato anche le scelte economiche fatte dal comitato Lecce capitale della Cultura europea, dal momento che solo il 20 delle risorse era stato destinato a realizzare i grandi eventi previsti nel bid book. «Relativamente a questa osservazione ha sottolineato Melica - la commissione è addirittura spietata dato che evidenzia che durante l'audizione avevano chiesto chiarimenti sul punto, ma, Perrone ed il suo staff non sono stati capaci di fornirli. Mi viene da chiedere, ma le risorse a cosa le avevamo destinate? Ad opere pubbliche faraoniche?». Non è più benevolo il collega Carlo Salvemini di Lecce Bene Comune. «Rileggendo i due dossier ha spiegato il consigliere comunale di opposizione - il lavoro di Matera appare più strutturato e il giudizio evidenzia i limiti di quello fatto a Lecce. Si parla della scarsa comprensibilità del progetto presentato e incentrato sulle otto utopie. Pur nel giudizio felpato delle burocrazie, mi sembra evidente quello che la commissione voleva dire». Salvemini punta anche il dito contro «l'indisponibilità del direttore artistico del comitato, che ora spero si assuma tutta la responsabilità di quanto accaduto». Hanno già chiesto una discussione in Consiglio comunale gli esponenti del Pd. «Noi abbiamo prospettato ha spiegato il consigliere Antonio Rotundo - un progetto di città, ma accogliendo l'invito del sindaco ci siamo autocensurati. Anche perché il sindaco chiedeva di non alimentare discussioni che ci avrebbe fatto apparire divisi agli occhi dell'Unione Europea. E noi, per spirito repubblicano, lo abbiamo fatto». Rotundo ha invitato, infine, a partire da quel giudizio «per capire il perché ed evitare di ripetere simili errori in futuro». Il capogruppo Paolo Foresio ha chiesto, infine, di sapere perché non si siano fatte modifiche dopo il primo bid book, dal momento che «la commissione ha spiegato aveva fatto capire chiaramente che c'erano dei problemi, come si legge nel verbale dell'audizione con lo staff».
Lecce capitale: finito l'idillio esplode la rissa
Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha convocato una conferenza stampa per discutere della sconfitta della città nella gara per essere capitale europea della cultura 2019. La giuria internazionale ha scelto Matera come vincitrice. Perrone ha preferito rinviare le dichiarazioni per oggi, dopo la pesante stroncatura incassata da Lecce. Le opposizioni hanno attaccato il sindaco, criticandolo per aver dimenticato la storia e la cultura della città. Il docente universitario Luigi Melica ha criticato le scelte economiche fatte dal comitato Lecce capitale della Cultura europea, che hanno destinato solo il 20% delle risorse a realizzare i grandi eventi previsti.
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