Evidenziato pure che i lavori di "somma urgenza" abbiano sforato il "tetto" consentito di 200mila euro In merito alla vicenda dei sigilli della guardia di finanza al cantiere del castello di Lombardia, il Movimento 5 stelle all'Assemblea regionale ha presentato un atto ispettivo al presidente Crocetta, all'assessore Beni culturali e all'assessore Infrastrutture della Regione siciliana. Secondo i pentastellati l'intervento prevede la chiodatura e il posizionamento delle reti per mettere in sicurezza il costone roccioso a nord-ovest dell'antico maniero, fortemente criticato e osteggiato da diverse associazioni culturali ennesi perché considerato «invasivo e inopportuno, ingabbia il simbolo della città dell'entroterra siciliano». «Ma i lavori, promossi in somma urgenza dal Genio civile - afferma il capogruppo la deputata Valentina Zafarana, prima firmataria dell'atto parlamentare - presentano ulteriori criticità; diversi lati oscuri sono emersi a seguito dell'ispezione condotta qualche settimana fa; ed oggi, di questi, chiediamo ragione. Scavi effettuati mediante l'utilizzo di mezzi meccanici con relativa erosione della base rocciosa nella stessa area in cui si trovano particolari incisioni rupestri, più antiche dello stesso Castello; ed eseguiti, addirittura, senza che fossero previsti nell'oggetto dei lavori, quindi non autorizzati. Nel primo verbale, predisposto a seguito del sopralluogo del 21 marzo 2013, effettuato della Protezione civile, con la partecipazione di alcuni tecnici della SOpRINTENDENZA, non si prevedeva l'utilizzo di chiodature o reti metalliche e veniva ipotizzata una spesa di 100mila euro. Sono passati otto mesi, il Genio civile, ritenuta la "somma urgenza", ha individuato tra gli interventi necessari proprio i due sopra citati; e i lavori, finanziati dall'assessorato Infrastrutture, nel frattempo, arrivano alla cifra di 200 mila euro, più altri 64 mila euro circa, quali somme a disposizione dell'amministrazione». «Peccato però, - aggiunge Zafarana - che la normativa inerente i lavori predisposti in "somma urgenza" e affidati, quindi, direttamente all'impresa incaricata senza ricorrere alla gara di appalto, preveda un tetto massimo di 200 mila euro. Strano anche come nonostante fosse passato circa un anno dalla segnalazione della prefettura di Enna del 21 marzo 2013, i lavori continuavano ad essere definiti di somma urgenza. Solo successivamente alla data di inizio dei lavori, l'impresa e lo stesso Genio civile si adoperavano per ottenere le necessarie autorizzazioni da parte della SOpRINTENDENZA nonché a redigere i relativi progetti». «Crediamo fortemente - conclude Zafarana - che l'esecuzione dei lavori così come sono stati definiti dal Genio possano danneggiare il monumento, anche a causa delle vibrazioni derivanti dall'uso di mezzi meccanici che potrebbero pregiudicare la staticità della Torre Pisana. E pensare che risulta già approvato ed in attesa di finanziamento un vero e proprio progetto di restauro del Castello, la cui esecuzione renderebbe del tutto inutile la spesa della "somma urgenza" in quanto le chiodature e le reti metalliche dovrebbero essere rimosse a seguito dei progettati lavori di restauro. L'unico nostro interesse è quello di tutelare, conservare e valorizzare uno dei beni culturali tra i più importanti in Europa, di enorme pregio storico, il Castello di Lombardia». 20112014
SICILIA - Il M5S chiama in causa il presidente Crocetta dopo il sequestro del cantiere: I lavori definiti dal Genio civile rischiano di danneggiare il Castello di Lombardia
Il Movimento 5 stelle ha presentato un atto ispettivo al presidente della Regione siciliana, all'assessore Beni culturali e all'assessore Infrastrutture, in merito ai lavori di "somma urgenza" al cantiere del Castello di Lombardia. I lavori, finanziati dall'assessorato Infrastrutture, hanno sforato il tetto di 200mila euro. I pentastellati sostengono che i lavori presentano ulteriori criticità, come lo scavo effettuato con mezzi meccanici che hanno causato erosione della base rocciosa e danneggiato particolari incisioni rupestri.
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