MANOPPELLO «Il salasso della Tari a Manoppello poteva essere evitato». Lo afferma la consigliera di opposizione Barbara Toppi. «E lo abbiamo dimostrato con le utenze non domestiche, che se hanno ricevuto bollette accettabili è solo perché in Consiglio sono state votate le tariffe dell'opposizione (elaborate, tra l'altro, senza il supporto di tecnici e dipendenti comunali) e non quelle proposte dalla maggioranza». La Toppi prosegue la polemica innescata con l'assessore Katia Colalongo per precisare tutti i risvolti della nuova tassa che lei e i consiglieri di minoranza ritengono mal gestita dalla maggioranza. «Forse l'assessore Colalongo» afferma Toppi «ignora che nel maggio scorso la normativa sulla Tari è stata modificata dallo Stato e che ora i Comuni hanno ampia libertà nell'applicazione delle tariffe, rimanendo soltanto l'obbligo di copertura integrale dei costi del servizio dei rifiuti con la relativa tassa. Manoppello era già un Comune virtuoso perché copriva il 100 delle spese con la Tarsu. Ma la partita non è chiusa. Porterò i miei dati all'attenzione della prossima assemblea civica: o l'amministrazione ammetterà che tassare le famiglie numerose è stata una scelta politica e non un obbligo di legge, o dovrà riconoscere di aver ancora una volta sbagliato». (w.te.) RIPRODUZIONE RISERVATA Walter Teti w MANOPPELLO Affiorano nuovi reperti archeologici nella zona di Santa Maria Arabona. Durante il corso degli scavi da parte del consorzio di bonifica centro, per la costruzione di una condotta idrica finalizzata al miglioramento fondiario delle terre coltivabili, sono riemerse ben due costruzioni di epoca romana. Il luogo è poco distante dalla villa romana scoperta circa 15 anni fa, successivamente portata completamente alla luce, oggi meta di visitatori e studiosi. I lavori sono seguiti costantemente da funzionari della soprintendenza archeologica di Chieti, i quali si sono resi subito conto dell'importanza dei ritrovamenti e che ora stanno pianificando tempi e modalità di intervento per poter portare avanti una campagna completa di scavi e recuperare interamente i tesori sepolti. La condotta idrica prevede scavi ancora per oltre dieci chilometri rispetto ai soli 900 metri realizzati, dunque la presenza e la sorveglianza degli archeologi della soprintendenza assume importanza preponderante in relazione alla ricchezza del sito. Lo stesso direttore dell'ufficio teatino, l'archeologo Andrea Staffa, artefice della valorizzazione del primo ritrovamento, rilancia la necessità di proseguire il lavoro per avere conferme su quanto da tempo ipotizzato in relazione al tipo di insediamento delle ville romane a Santa Maria Arabona. A seguire i lavori c'è anche il consigliere alla Cultura Alessio Blasioli: «Sapevamo dell'esistenza di un vasto complesso residenziale di epoca romana, sin da quando è stata restituita alla comunità una parte di un'altra villa, anch'essa romana, scoperta in un sito adiacente a quello degli attuali ritrovamenti. Cercheremo di fare il possibile affinché Manoppello possa avere un'area archeologica curata e fruibile che possa dare valore aggiunto a tutto il territorio». Durante gli scavi ci sono state sorprese continue: prima i resti di una villa quasi intatta, poi murature, vasche di conservazione dei prodotti agricoli, fregi di una fontana e capitelli, fra lo stupore contenuto dell'archeologa Manuela Rosati che segue i lavori e gli stessi operatori. In modo intelligente gli scavi proseguiranno cercando di conciliare l'esecuzione delle opere e la tutela dei ritrovamenti. A Manoppello, già si pensa ai potenziali vantaggi di queste scoperte. I reperti serviranno per allestire un museo che consentirà di riscrivere la storia antica dell'antica Pollitium, mentre i resti delle costruzioni potranno dare vita a un parco archeologico che si prospetta come un'importante risorsa turistica.