"Solo in Italia opere pubbliche bloccate da burocrazia, ritardi e cattiva politica" scrive il premier nella sua e-news. "Evidente responsabilità della cattiva urbanistica, ma ora non è il momento delle polemiche: si scavi il fango nelle città e e si realizzino le opere" ha aggiunto. Al centronord ancora disagi per il maltempo "In queste ore il maltempo è tornato a fare danni. Per me è una ferita aperta pensare che l'Italia abbia denari bloccati in modo così assurdo. Ma adesso non è il momento delle polemiche. Si scavi il fango dalle città, si tiri via la melma delle pratiche burocratiche, si realizzino le opere da fare". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi torna nella sua e-news sulla questione maltempo, dopo la polemica di domenica scorsa con il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando. "20 anni di politica regionale da rottamare" aveva attaccato il premier. "Colpa dei condoni edilizi fatti a Roma" la replica del governatore ligure. Le parole di Renzi arrivano quando ancora la situazione è difficile soprattutto al nord per la piena del Po che sta creando molti disagi soprattutto in Emilia. Ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio aveva annunciato la deroga al patto di stabilità per i comuni colpiti. "In queste ore il maltempo è tornato a fare danni in tanta parte d'Italia. Non è finita qui, temo. Tutti gli anni, in tutta Europa, purtroppo ci sono vittime effetto della cattiva stagione. Quello che non è normale è che solo in Italia troppe opere pubbliche siano bloccate dalla burocrazia, dai ritardi, dalla cattiva politica. Chi segue l'enews sa che parlo di queste cose da anni", scrive Renzi che aggiunge: "Per me è una ferita aperta pensare che l'Italia abbia denari bloccati in modo così assurdo. Questa è la ragione per cui uno dei primi atti del governo, appena insediato, sia stata la nomina di una specifica unità di missione contro il dissesto idrogeologico, guidata da Erasmo d'Angelis", spiega il premier, rimarcando: "Da amministratore che ha firmato il primo piano strutturale di una grande città a volumi zero, stoppando la cementificazione dei terreni verdi dico che esiste una evidente responsabilità di anni di cattiva urbanistica. Ma - conclude - adesso non è il momento delle polemiche".