Lo storico professionista della città: i fondi devono essere assegnati alla Regione e quindi al Comune. «Ma importante è anche l'aspetto urbanistico, manca una progettazione dettagliata» PALMANOVA. Salvare Palmanova dall'abbandono non è soltanto una questione di finanziamenti, ma anche di pianificazione (che riguardi pure l'aspetto urbanistico) e di gestione decentrata dei fondi. Né è convito il professor Luciano Di Sopra, per oltre 40 anni urbanista della città stellata. L'architetto Di Sopra ha approfondito e studiato la fortezza, contribuendo certamente alla riscoperta delle sue peculiarità storiche e urbanistiche (nella ricostruzione che pubblichiamo dello Studio Di Sopra, sono evidenziati i punti più critici della Fortezza). «Se non si porranno in campo spiega il professionista - queste attenzioni, Palmanova continuerà ad essere la città delle occasioni mancate. Quante volte in passato si è arrivati a un passo da leggi speciali o da finanziamenti plurimilionari, per poi veder svanire il tutto». L'architetto fa alcuni esempi e ricorda gli inizi anni Settanta quando, con l'allora sindaco Bruseschi e con altre rappresentanze, tra cui il geologo Ardito Desio, fu chiesta una legge speciale per Palmanova. Così come ricorda, all'epoca del sindaco Muradore, l'impegno del Provveditorato alle opere pubbliche a investire sulla fortezza ben 47 milioni di euro. Di Sopra ritorna sull'analogia che viene spesso tracciata tra Palmanova e Pompei, un'analogia che per lui va ben oltre la comunanza del destino dei crolli. Di Sopra infatti, nella sua attività professionale, ha lavorato anche su Pompei. «Nel 1981 si affretta a sottolineare - assieme all'archeologo Fausto Zevi ho coordinato il progetto di valorizzazione del centro archeologico di Pompei per i ministeri di Protezione civile, Bilancio, Mezzogiorno e Beni culturali. Abbiamo effettuato i rilievi di 30.000 pareti di Pompei, ricostruendo in maniera dettagliata le stanze, gli edifici e i quartieri. Ho promosso, attraverso il ministero al Bilancio, un finanziamento con il Fio (Fondo investimenti occupazione, ndr) di 100 miliardi, ma il nostro progetto non era completato. E quindi - ricorda l'architetto - si è fatto ricorso alla formula dell'appalto in concessione, rimandando a una progettazione dettagliata futura che però non è mai stata fatta. I soldi, senza la mia collaborazione, sono stati spesi in mille piccoli interventi, non organici». Per il professor Di Sopra, quando si tratta di un intero centro da tutelare, è indispensabile un progetto in termini di pianificazione urbanistica. Lo insegna il caso di Pompei. Ma è valido, a suo avviso, anche per Palmanova. «Anche la Soprintendenza precisa - pone vincoli solo su edifici, senza occuparsi degli aspetti urbanistici che, invece, in questo caso, sono fondamentali». Altra questione centrale è quella della gestione dei finanziamenti, una volta ottenuti. «Il piano di ricostruzione del dopo terremoto aggiunge l'architetto Di Sopra che lo ha curato - è l'unico che abbia funzionato e costituisce il "Miracolo Friuli" perché lo Stato allora ha rinunciato a gestire direttamente i fondi, li ha affidati alle Regioni e queste ai Comuni. Così dovrebbe accadere anche per Palmanova: il finanziamento, anche di lungo periodo che si riuscisse a reperire, dovrebbe essere affidato all'ente locale che lo gestisca con le proprie risorse morali e organizzative, naturalmente con il controllo dei Beni culturali». Quindi: pianificazione, anche su scala urbanistica, e gestione decentrata dei fondi. «Altrimenti Di Sopra su questo non ha dubbi - sarebbe l'ennesima occasione sprecata».
VENETO - PALMANOVA. L'idea dell'architetto Di Sopra: ecco come si salva la Fortezza
Il professor Luciano Di Sopra, urbanista della città di Palmanova, sostiene che la città deve essere salvata attraverso una pianificazione dettagliata e una gestione decentrata dei fondi. Di Sopra ha lavorato sulla fortezza di Palmanova e ha contribuito alla sua riscoperta, ma sostiene che la città continuerà ad essere "la città delle occasioni mancate" se non si porranno in campo queste attenzioni. Il professore ricorda l'analogia tra Palmanova e Pompei, e sostiene che la pianificazione urbanistica è fondamentale per il suo restauro. Di Sopra ha anche parlato di gestione dei fondi, sottolineando l'importanza di affidare il finanziamento all'ente locale che lo gestisca con le proprie risorse morali e organizzative.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo