Nel 1997 a 26 anni ha vinto il concorso per dirigere il Man di Nuoro prima esperienza assoluta e nel 2004 ha vinto il premio ABO come miglior giovane direttore di museo italiano. Ha proposto il contemporaneo nel nuovo museo della sperduta Barbagia e nel 2006 e il Ministero dei Beni Culturali assegna al Man il premio come luogo di eccellenza nel panorama museale italiano. Le credenziali che hanno portato Cristiana Collu a dirigere il Mart di Rovereto erano inattaccabili. Ma ieri Cristiana Collu ha dichiarato al quotidiano La Repubblica che quella esperienza non continuerà. Lascerà il suo incarico con l'inizio del 2015, alla scadenza del contratto triennale, anche se questo venisse rinnovato. Arrivata a Rovereto, accompagnata dalle ovvie polemiche da parte dell'opposizione in Provincia sullo stipendio, aveva trasformato il Mart in «un laboratorio una centrale elettrica, perché un museo non è un deposito ma un luogo di frontiera, di osmosi e confronto» come aveva dichiarato alla Nuova. Da questo spirito sono nate esposizioni come quella sul volto che ha messo a confronto Antonello da Messina e i contemporanei, la grande mostra di questi giorni sulla Prima Guerra Mondiale. Al quotidiano romano Cristiana Collu ha dichiarato molto chiaramente «un ciclo si è concluso, il contratto era triennale è non mai stato messo in discussione. Prevale una sorta di indefinitezza, probabilmente dettata dalla crisi generale che porta a cercare un prodotto che garantisca i numeri e gli introiti, come se fossero gli unici indicatori. Invece durante la crisi bisogna avere coraggio, le opportunità sono altrove». L'ingresso di investitori privati ha allontanato il core business del museo, «fare cultura e solo in seguito, sarebbe giusto, cercare fondi esterni» ha chiarito Cristiana Collu. Sullo sfondo un'altra esperienza negativa, la vittoria del progetto di Trione per il padiglione Italia alla Biennale di Venezia su quello della storica dell'arte sarda. Un progetto, quello di Trione, che appare celebrativo del Made in Italy piuttosto che critico e dialogante con i problemi contemporanei del presente. «Per ora non ho un posto dove andare. Bisogna rimanere dove ci si trova solo perché non ci viene offerto di meglio?». Non sembra proprio essere il modo di ragionare di Cristiana Collu.