I vecchi appartamenti per gli autisti della prefettura di Livorno sono stati trasformati in deposito dei documenti, e nel 2015 arriveranno i locali all'ex carcere dei Domenicani LIVORNO. Nuovi spazi per l'Archivio di Stato: è quasi terminata la trasformazione in deposito archivistico di due appartamenti situati all'ultimo piano del Palazzo del Governo, in origine destinati ad alloggiare gli autisti della Prefettura. I locali (in totale circa 200 metri quadrati), tornati tempo fa all'Agenzia del Demanio, sono stati assegnati nell'estate del 2013 all'Archivio di Stato che, nell'adempimento delle sue funzioni istituzionali, potrà adesso ricevere il versamento di documenti da parte di vari enti ed uffici pubblici di Livorno: si tratta, in particolare, dei fondi riguardanti il Genio Civile Opere marittime (1946-1970), la documentazione (ispezioni periodiche alle cooperative, corsi di formazione, etc.) dell'Ufficio del lavoro risalente al secondo dopoguerra e le sentenze civili e penali del Tribunale emesse fra il 1950 ed il 1974. Sono attese anche le mappe catastali (terreni e fabbricati) dell'Ufficio Tecnico Erariale dal '39 al '67. «Ma siamo disposti ad accogliere spiega Massimo Sanacore, direttore dell'Archivio anche i faldoni con gli atti del processo per la tragedia del Moby Prince». La trasformazione dei locali ha reso disponibili oltre 400 metri lineari di scaffalature, con un carico massimo di 350 kgmq. I lavori sono costati nel complesso circa 24mila euro provenienti dalle somme stanziate l'anno scorso dal ministero per manutenzioni ordinarie e straordinarie. Per quanto riguarda invece l'ex carcere dei Domenicani sono appena iniziati i lavori di ripulitura dei locali imbrattati dal guano dei piccioni e di chiusura delle aperture per impedire l'ingresso dei volatili: un intervento resosi necessario per rendere di nuovo agibili quegli ambienti in vista della loro utilizzazione. Entro questo mese dovrebbe essere pronto il progetto esecutivo, redatto a cura della Soprintendenza per i Beni architettonici di Firenze, che riguarderà il pianterreno dell'ex carcere per adibirlo a deposito con l'installazione di ben due chilometri di scaffalature compact, oltre a realizzare una sala di lettura con dieci posti ed altri locali di servizio con accesso da via del Forte San Pietro d'Alcantara. La riqualificazione di quegli spazi, prevista per il 2016, consentirà di rendere finalmente disponibile il notevole patrimonio di documenti storici racchiuso da una decina d'anni in un deposito di Perugia (fra i quali gran parte dei documenti postbellici del Genio Civile e dei disegni del Cantiere navale Orlando). Una fitta nebbia continua invece ad avvolgere il destino dei restanti quattro piani che compongono il grande fabbricato settecentesco il quale nell'intenzione originaria, risalente ormai a quasi trent'anni fa, avrebbe dovuto ospitare la nuova sede dell'Archivio di Stato: tutto ciò mentre, fra annunci e ripensamenti, i lavori di trasformazione complessiva dell'ex carcere, costati sinora ben sei milioni di euro, si sono da tempo arenati come denunciato dal Tirreno fin dall'agosto 2013.