g. c.) Pescatori, associazioni, cittadini, comitati e qualche partito politico hanno preso parte ieri mattina all'assemblea organizzata dal comitato "No Triv" che ormai da diversi mesi si batte, con un'importante opera di sensibilizzazione, contro la minaccia delle trivellazioni nel canale di Sicilia alla ricerca di idrocarburi. A Testa Alta, Federconsumatori, il Gruppo archeologicO Finziade, Vivere Licata e il Comitato civico licatese non hanno voluto far mancare il loro supporto all'iniziativa. "L'incontro di ieri - spiega Marco Castrogiovanni dei No Triv - segue quello che fu fatto qualche mese fa. In tutto questo periodo abbiamo lavorato per porre il tema all'attenzione dell'opinione pubblica. Adesso contiamo di fare un passo avanti con la collaborazione della cittadinanza". Sulla stessa lunghezza d'onda Angelo Pisano, responsabile locale della sezione di Federconsumatori. "Ogni cittadino si può opporre ai progetti presentati per le nostre coste inviando una mail di opposizione alle richieste fatte dai petrolieri. Ne abbiamo ricevuto comunicazione da Greenpeace". A nome di Rifondazione comunista si è espresso Gianluca Mantia. "Anche il nostro partito fa parte dei No Triv e abbiamo sposato in pieno la causa di difendere il nostro territorio e daremo il nostro punto di vista per quanto riguarda questa lotta. Dobbiamo porci il problema come comitato - conclude Mantia - della scarsa partecipazione dei licatesi». 16112014
SICILIA - Trivellazioni. Fronte del no sempre più compatto
Ieri mattina, un comitato di cittadini e associazioni si è riunito a Testa Alta per sensibilizzare contro le trivellazioni nel canale di Sicilia alla ricerca di idrocarburi. Il comitato "No Triv" ha ricevuto il sostegno di gruppi come Federconsumatori, Vivere Licata e il Comitato civico licatese. I partecipanti hanno chiesto di opporsi ai progetti presentati per le coste licatesi inviando una mail di opposizione. Il partito Rifondazione comunista ha anche espresso il suo sostegno alla causa. La lotta contro le trivellazioni è stata definita come un problema della scarsa partecipazione dei licatesi.
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