Gentile Ministro, Nel momento in cui il nostro Ministero si apre con ampia eco degli organi di informazione pubblica e di stampa - ad una importante riforma riteniamo doveroso portare alla Sua attenzione che il settore più vicino al patrimonio culturale, quello che ne ha cura quotidianamente, che opera nella tutela, nei restauri, nei musei, nelle infinite attività di valorizzazione, non è stato in alcun modo considerato. Non potrà d'altra parte sfuggirLe che le Soprintendenze, nate prima dell'esistenza del Ministero, sono strutture speciali per l'attività di progettazione e di ricerca scientifica e specialistica che su breve e lungo termine si svolge in un tutt'uno con l'azione amministrativa e di gestione. Noi Direttori non siamo quindi certi che le siano note le condizioni in cui lavoriamo, sostenuti solo da uno spirito di dedizione, con carichi di lavoro e responsabilità di gran lunga al di sopra del riconoscimento economico e di ruolo svolti, senza avanzamenti di carriera dal nostro ingresso nell'Amministrazione (le numerose "riqualificazioni" hanno consentito avanzamenti notevoli ad altro personale ma non ai funzionari c.d. apicali), in modo mortificante anche solo al confronto di colleghi degli enti locali, per non citare quello con le istituzioni straniere alle quali invece si è soliti fare riferimento come modello di funzionamento e immagine. Una riorganizzazione del Ministero che non tenga in giusto conto il personale preposto alla direzione dei luoghi della cultura, responsabile dei procedimenti di scavi, restauri e valorizzazioni, delle progettazioni e direzioni dei lavori di monumenti, siti, opere e musei di rilevanza universale, risulta incompleta e di fatto priva di un solido ed efficace strumento d'attuazione. Abbiamo lavorato in condizioni disperate in questi anni - la maggior parte delle Soprintendenze con fondi e, tutte, con dotazioni di personale e mezzi ridotti ai minimi termini - per aprire musei e monumenti, per restaurare e curare il patrimonio e renderlo accessibile a visitatori italiani e stranieri, ricevendo il plauso del mondo scientifico internazionale e della gente comune. Non siamo solo meri e obsoleti conservatori, abbiamo ampiamente dimostrato di avere a cuore la fruizione e la valorizzazione con produzione e risultati di alta qualità educativa e conoscitiva, in sintonia con le aspettative dei cittadini - al punto di essere diventati esperti di comunicazione, mercato, mostre, eventi e punti di ristoro, avendo fatto crescere il numero dei visitatori anche in momenti di crisi. In anni di lavoro spesi in prima linea, abbiamo sperimentato come unico ostacolo alla nostra capacità e costanza di operare, le limitazioni burocratiche della normativa vigente, forte impedimento a una gestione manageriale per la quale siamo di fatto più che preparati nonostante il mancato riconoscimento della nostra specifica professionalità proprio da parte del Ministero. Con i risultati raggiunti abbiamo superato le prove più rigorose non di esami già sostenuti a tempo debito - ma di realizzazioni concrete sotto gli occhi di tutti, con piena evidenza. Se Ella ha a cuore la salvaguardia e lo sviluppo dei beni culturali della Nazione, l'accessibilità e la visibilità dei luoghi della cultura Le chiediamo di ascoltarci, di venire a visitare i musei e i monumenti dove lavoriamo quotidianamente con un impegno straordinario nella piena consapevolezza di gestire nel comune interesse - un patrimonio di rilevanza internazionale. Roma 11. 11. 2014 I Direttori della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma Primi firmatari Alessandra Capodi ferro, Rita Paris, Tiziana Ceccarini, Maria Grazia Filetici, Rosanna Friggeri, Fedora Filippi, Ida Sciortino, Mirella Serlorenzi, Paola Di Manzano, Renato Sebastiani, Elisabetta Boschi, Giuseppe Morganti, Stefano Antonetti, Rossella Rea, Cinzia Morelli, Patrizia Fortini, Giovanna Bandini, Marina Cianetti Magnani, Stefano Musco, Paola Germoni, Federica Rinaldi, Marina Piranomonte, Laura Vendittelli, Ida Sciortino, Anna Buccellato, Roberto Narducci, Renato Matteucci, Barbara Nazzaro,