Siracusa. «Non vogliamo che le SOpRINTENDENZE diventino centri di potere, per questo applichiamo la legge e, laddove necessario, interverremo. Le SOpRINTENDENZE devono essere argini alle speculazioni e garanzia di conservazione e tutela in applicazione delle norme, dei piani paesaggistici e dei vincoli. Ma non freno fine a se stesso. La prima mossa è stata Siracusa, ma interverremo ovunque sia necessario, così come stiamo già facendo altrove». Il dirigente regionale dei Beni culturali, Salvatore Giglione, va dritto alla questione relativa alla gestione del patrimonio: i suoi funzionari. Ed entra nel merito di una querelle che, ormai da settimane, agita gli uffici di piazza Duomo dove ha sede la Soprintendenza aretusea che gestisce il territorio con la più alta concentrazione di siti Unesco. Tutela e crescita urbanistica sono i punti cardine di una vicenda che vede protagonisti i dirigenti dell'ente regionale, a partire dai suoi vertici. «Abbiamo notato una situazione strana a Siracusa - dichiara l'ingegnere Giglione - in merito alla mancata omogeneità del trattamento di alcune pratiche. E quindi abbiamo deciso di sostituire il soprintendente Beatrice Basile. Decisione che, non appena annunciata, ha scatenato un putiferio che ci ha convinto ancor più che qualcosa non andava. Quest'attaccamento eccessivo ai ruoli è stata per me la dimostrazione che occorreva cambiare rotta». Un primo passo concretizzato con la preposizione ad interim di Calogero Rizzuto al posto di Beatrice Basile, assegnata, come dalla stessa richiesto, al museo archeologico Paolo Orsi, e di recente con la proposta di rotazione di tre dirigenti ai settori Archeologico, Paesaggistico e Architettonico. Entrambe le decisioni hanno provocato una levata di scudi da parte di associazioni culturali e ambientaliste che si sono strette attorno all'archeologa Basile e ai suoi funzionari. «Non è accaduto nulla di tragico - prosegue Giglione - la rotazione dei dirigenti è un fatto amministrativo normale. D'altronde per i tre funzionari nulla cambia: stesso stipendio, stessa città. Piuttosto il discorso va inquadrato in chiave più generale: i dirigenti tutti debbono imparare che la mobilità tra gli uffici di una pubblica amministrazione è un fatto normale, è bene che nessuno stia per troppo tempo nello stesso ufficio. D'altronde noi applichiamo la legge Severino e il Piano anticorruzione che non è certo punitivo, bensì preventivo. Quello che può destare sospetto non è l'avvio di una rotazione, semmai l'eccessiva difesa di qualche permanenza». La rivoluzione delle SOpRINTENDENZE proseguirà. Non solo Siracusa, infatti, è nel mirino del dipartimento regionale dei Beni culturali. Dirigenti, funzionari e uffici saranno al centro di una verifica volta a migliorare le attività di tutela, il funzionamento e dunque la gestione del patrimonio. Come annunciato dal neo-assessore Antonio Purpura, il diktat sarà il connubio tra salvaguardia e sviluppo per il bene dell'Isola. «A Siracusa - dice Salvatore Giglione - come nel resto della Sicilia, la Soprintendenza è sempre un centro della gestione del potere locale. È normale che le decisioni degli uffici interferiscano con la costruzione di strutture ricettive, nascita di edifici eccetera. In un territorio così ricco di beni da tutelare, il ruolo della Soprintendenza e dei suoi uomini diviene nevralgico. Nulla di personale contro nessuno, ma quando ci siamo accorti di pratiche espletate in maniera troppo veloce ed altre che languono, oppure iter autorizzati e altri fermi, abbiamo deciso di intervenire come la legge ci impone. Il nostro compito è garantire l'imparzialità e su questa scia continueremo. Un principio che è obbligo di legge». Una legge che a Siracusa ha provocato un terremoto e una serie di ricorsi e controricorsi. «Non ho nulla di personale nei confronti dei dirigenti che, tra l'altro, non conosco - dice Giglione - così come nei confronti della dottoressa Basile: un'ottima archeologa, una grande professionista e di cui riconosco l'elevata professionalità. Il punto nodale è proprio questo: quando si parla di beni culturali e gestione, occorre comprenderne i ruoli. Un grande archeologo può lavorare meglio all'interno di un museo, per esempio, che alla guida di un ente amministrativo». Il direttore dei Beni culturali siciliani evidenzia il suo stesso ruolo che non vuol essere quello di censore. «Io stesso - dice - ho ricoperto vari incarichi tra gli uffici regionali, non vedo nulla di strano nella mobilità. Anzi. Nel caso di Siracusa, come accade per tutte le altre realtà regionali, noi seguiamo direttive legali chiare. Lo stesso governatore Crocetta aveva annunciato il cambio ai vertici degli uffici siracusani perseguendo una linea politica che non posso che condividere e che ho messo in pratica». Non solo Siracusa, dunque, protagonista di un rinnovamento che mira a sposare tutela e crescita urbanistica forte di uno strumento certo: il Piano paesaggistico che, insieme con i vincoli archeologici, detta le linee di salvaguardia di un'Isola bramata dal cemento, salvaguardia che sarà invalicabile. «È così - dice Giglione -: gli strumenti di tutela sono chiari e non vi è margine di interpretazione. Tuttavia è anche chiaro che salvaguardia e tutela, sacre, non possono però frenare lo sviluppo della Sicilia. Bisogna autorizzare porti, costruzioni e quanto non è in contrasto con la salvaguardia del territorio ma, sia ben chiaro, che ciò non vuol dire difendere gruppi di speculatori». Giglione torna a parlare di Siracusa e della guerra di questi mesi tra presunti cementificatori e chi dice no a isole artificiali al Porto Grande di Ortigia, villette a ridosso dei resti archeologici et similia. «Non conosco alcun costruttore edile né lo incontrerò in futuro se dovesse presentarsi tale richiesta - dice Giglione - e ciò vale per Siracusa come per il resto dell'Isola. Il nostro intento è chiaro quando si parla di crescita urbanistica e patrimonio: occorre raziocinio». Ma anche lungimiranza e, certamente, equilibrio. 14112014
SICILIA - A Siracusa e altrove seguiamo le direttive regionali
Il dirigente regionale dei Beni culturali, Salvatore Giglione, ha annunciato che la Soprintendenza aretusea di Siracusa sarà oggetto di una verifica per migliorare le attività di tutela e gestione del patrimonio. La decisione è stata presa dopo aver notato una situazione strana nella gestione del patrimonio, con alcune pratiche espletate in maniera troppo veloce e altre che languono. Giglione ha sostituito il soprintendente Beatrice Basile con un dirigente ad interim e ha proposto una rotazione di tre dirigenti ai settori Archeologico, Paesaggistico e Architettonico.
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