MURI puliti sotto i portici in via Zamboni, anzi no. Anzi sì. A colpi di pennello la guerra al vandalismo grafico annunciata dal rettore in zona universitaria è cominciata. E dalle prime battute pare già che sarà infinita. Tra stop and go della Soprintendenza ai beni architettonici e il braccio di ferro tra l'università e i collettivi che considerano quei muri una bacheca-annunci. Pochi giorni sono bastati, cinque appena, dopo la grande pulizia di pareti esterne e colonne fatta dall'Ateneo tra i numeri civici 32 e 38, dove studiano gli umanisti, e a palazzo Paleotti affinché le scritte ricomparissero. Ignoti, ma non più di tanto visto i contenuti: l'annuncio dello sciopero di oggi, la contestazione al codice etico dell'università e contro il caro vita. E ancora: "La casa costa troppo, l'affitto è una rapina, occupare è giusto". Scritte in nero su muri ripuliti che avevano fatto dire al prorettore agli studenti Roberto Nicoletti: "Finalmente via Zamboni è davvero bella". Tutto da rifare. E infatti ieri mattina, nel giro di poche ore, sono arrivati gli imbianchini della ditta pagata dall'Ateneo che ha il compito di intervenire, da qui a gennaio, ogni volta che le scritte ricompaiono. Una colonna e appena due lettere vengono ripulite e cancellate, poi secchielli e pennelli via. "Mi hanno detto di smettere", sbotta l'operaio. Pulizia interrotta. Motivo? Nel frattempo è successo che all'agenzia incaricata è arrivato lo stop. Durante un sopralluogo su altri lavori, quattro giorni fa, i tecnici della Soprintendenza passando per via Zamboni avevano notato che le colonne dei portici non erano state ridipinte con il coloro giusto. La segnalazione, con conseguente fermo dei lavori, è arrivata in Rettorato. La Soprintendenza aveva già bloccato i volontari che avevano ridipinto via Petroni, contestando un colore utilizzato per alcuni ornati di edifici. Poi è arrivato l'accordo del Comune, che ha annunciato un kit antigraffiti e l'impegno a fornire la vernice giusta con il placet di chi si occupa della tutela dei beni architettonici. E ieri l'altro al prorettore vicario dell'Alma Mater è arrivata la lettera dagli uffici di via IV Novembre dove si dava il permesso, "alla luce dell'accordo con l'amministrazione comunale", di ricominciare i lavori di ripulitura in via Zamboni. "La comunicazione tra i nostri uffici tecnici e l'impresa incaricata non è stata così tempestiva, ma la pulizia interrotta nella mattinata riprenderà immediatamente", spiega Nicoletti. "Mi aspettavo che le scritte ri- comparissero, non sono sorpreso: sarà lunga, ma dopo un po' smetteranno. Noi non cediamo, siamo determinati ad andare avanti. Anche perché presto cominceranno ad arrivare le segnalazioni dalle telecamere e partiranno le denunce". Sulla pagina Facebook di Repubblica intanto si scatenano i commenti sui graffiti, con insulti ai graffitari. Chi osserva: "Non sono murales o opere di Banksy". Chi invoca le telecamere, chi chiede di destinare i 70 mila euro che l'Ateneo ha messo a bilancio per l'operazione muri-puliti a borse di studio. Ci sono i pessimisti: "Non ha senso ingaggiare questa lotta, siamo nel paese dei Balocchi"; "Ma cosa vi aspettavate? Da ogni parte è così"; "Inesorabilmente Bologna è destinata al declino". E chi incoraggia: "Ma abbandonarsi al degrado è la scelta che dovrebbe fare una società civile?".
BOLOGNA - Graffiti, il pasticcio della Soprintendenza ferma l'Alma Mater poi la retromarcia
A Bologna, la guerra al vandalismo grafico è iniziata. Dopo la pulizia dei muri esterni e colonne del portico dei numeri civici 32 e 38, gli studenti hanno ricominciato a scrivere. I graffiti sono stati cancellati, ma i lavori di pulizia sono stati interrotti a causa di un problema con la Soprintendenza ai beni architettonici. La Soprintendenza ha bloccato i lavori per una questione di colore, mentre il Comune ha fornito un kit antigraffiti e la vernice giusta. I lavori di pulizia sono stati ripresi, ma gli studenti continuano a scrivere. La situazione sembra di essere in una guerra senza fine.
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