Un uomo leggendario che ha trasformato il mare nella propria casa divenendone un simbolo. Enzo Maiorca è la sintesi vivente del rapporto che l'umanità ha avuto con il mare, i suoi misteri, la voglia esserne parte integrante. Maiorca con le sue imprese ha provato ad interpretare tutto ciò, portando l'umanità laddove non era mai stata: nel ventre azzurro del mare lo stesso che oggi Enzo, con la figlia Patrizia, vuole difendere ad ogni costo dalla minaccia delle trivellazioni petrolifere che potrebbero essere messe in moto dalle facilitazioni contenute nello Sblocca Italia. I Maiorca sono in prima fila nella crociata ambientalista 'no triv': hanno marciato domenica scorsa a Licata in occasione della manifestazione contro le prospezioni petrolifere, hanno fatto sentire la propria voce quando Greenpeace e l'Anci Sicilia hanno organizzato eventi analoghi. Eppure sentendoli parlare è facile comprendere come la mobilitazione di questi giorni è 'solo' una logica conseguenza di una gigantesca simbiosi che questa famiglia vive da sempre con il mare. "Basta solo la vista per sentirsi aprire il petto in un respiro più ampio dice Patrizia mentre le si illuminano gli occhi che ha avuto in eredità da padre così come la passione per il mare non occorre solcarne le onde o scendere sotto la sua superficie, come facciamo noi subacquei, basta solo la vista della sua distesa azzurra per mollare, almeno per un attimo, la zavorra di meschinerie e preoccupazioni che la vita quotidiana ci infligge, basta solo la sua vista per avere pensieri limpidi e puri. Già Euripide in una delle sue tragedie diceva che "il mare lava via tutte le cose brutte dell'uomo", però un mare che sia colore del mare!" Per Enzo Maiorca quanto sta accadendo è un film che ha già visto e vissuto. "Mai avrei pensato che mi sarei ritrovato in una situazione analoga a quella della fine degli anni '50 dice il recordman quando la costa di Priolo venne saccheggiata e distrutta. Certo, si sono fatti passi avanti nella tutela dell'ambiente da parte dell'umanità, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con determinati uomini politici che non sono all'altezza della situazione". Secondo lei, cosa resta dell'esperienza del polo petrolchimico? "Assolutamente niente. Ha portato danni nefasti, all'inizio ha strappato i contadini dalle campagne ed i marinai dal mare aggiogandoli alle catene di montaggio. La storia delle trivelle, secondo me, è addirittura più pericolosa". Perché? "Ci dicono che questi impianti sono sicuri, ma in strutture simili la sicurezza al 100 per 100 non c'è mai, la dimostrazione è quanto accaduto in Messico (un incidente all'inizio del 2010 ndr), in mare ampio, con correnti fortissime e quindi facilità di pulizie ma abbiamo visto ciò che successo. Qui, ci sarebbe la fine del mare, ma anche delle popolazioni rivierasche". L'Ars però si è mossa sono state approvate mozioni e altri atti contro il rischio trivelle e adesso tocca al governo regionale "Onestamente dal governo regionale non mi aspetto grandi cose, secondo me è un governicchio, ma comunque ben venga qualsiasi iniziativa contro le trivelle. Personalmente ho una speranza soltanto: oggi i giovani hanno gli occhi più aperti di quanto non li avessimo noi. Io non aspiravo ad un posto nelle industrie, ma quell'epoca ai miei coetanei bastava dire che tutto sarebbe stato più facile, il lavoro più a portata di mano. Oggi i giovani capiscono che le parole sono soltanto parole e non producono fatti" Enzo, ma è vero che alla fine degli anni 50 eravamo all'alba del boom economico mentre oggi c'è una crisi che secondo il Governo si può combattere anche attraverso le misure dello Sblocca Italia "E' fuor di dubbio che stiamo vivendo dei tempi durissimi perché lavoro non ce n'è, ma non si sblocca con le trivelle. Guardi, spesso si abusa spesso di questo termine: 'il volano per migliorare l'economia c'è e sarebbe l'edilizia", è ferma perché danno anche la responsabilità agli ambientalisti perché non si trovano d'accordo su niente, ma loro non si possono trovare d'accordo con coloro i quali vogliono saccheggiare la terra! Il frutto di questo saccheggio è storia di questi giorni: terre allagate, morti, distruzione. Secondo me in Italia non esiste una sintesi fra tutele ambientali e sviluppo edilizio, vada a vedere cosa hanno fatto nella strada che sale da Siracusa fino al castello Eurialo, su una zona archeologica" Patrizia, Matteo Renzi è un giovane ed ha pensato questa legge per far ripartire il Paese che ne pensa? "Sblocca Italia o Asfalta Italia? In questo Renzi è un giovane-vecchio: non apporta nulla di innovativo! Non farà ripartire alcunché, anzi, affosserà definitivamente il nostro Paese finendo di consumare quella che, per eccellenza, è la risorsa dell'Italia: la natura. Oggi in tanti hanno capito che il loro futuro non è e non può essere fare l'operaio in raffineria, ma guardare al passato per andare avanti con dignità. Tanti giovani siciliani, oggi, stanno tornando ai mestieri dei loro nonni, al piccolo artigianato di qualità; tanti stanno puntando al turismo per fare conoscere le molteplici bellezze naturali di una terra che vanta un primato di biodiversità unico al mondo; tanti puntano al turismo con la creazione di eventi culturali in una regione che è ricchissima di siti archeologici e storici" Enzo, a prescindere dal rischio trivelle, come sta il mare siciliano? "E' messo malissimo, ma di certo non siamo agli eccessi degli anni 60 è bene dirlo. Ricordo di avere assistito al cambio di colore del mare: dal turchese fino al rosso in alcuni giorni. Un periodo in cui ho visto cernie con le ragnatele di catrame fra le branchie, polpi flaccidi come stracci per colpa di quelle porcherie che gli abbiamo fatto mangiare a sti poveri abitanti del mare. C'era una grotta bellissima, a 15 metri di profondità con un apertura sulla volta, un raggio di sole la illuminava di oro. La chiamavamo la Grotta del sole e oggi non esiste più. Ma sono tante le cose svanite. Per rendervi conto di quello che sto dicendo percorrete la strada della vecchia ferrovia Siracusa-Catania, quella in cui c'è la passeggiata intestata a Rossana Maiorca, si vedono le coste cambiate completamente" Lei ha 83 anni, ma è vero che sarebbe pronto a tornare nell'isola sommersa di Ferdinandea come gesto simbolico a sostegno di questa mobilitazione? "E' bellissima ed ha conservato inalterate le onde di lava che si sono solidificate nell'Ottocento. Certo che ci torno, che vuole sono solo 8 metri"
CATANIA-I Maiorca contro le trivelle: "Più pericolose del Petrolchimico"
Il recordman Enzo Maiorca, 83 anni, è un uomo leggendario che ha trasformato il mare nella sua casa divenendone un simbolo. Ha provato ad interpretare tutto ciò, portando l'umanità laddove non era mai stata: nel ventre azzurro del mare. Con la figlia Patrizia, vuole difendere ad ogni costo dalla minaccia delle trivelle petrolifere che potrebbero essere messe in moto dalle facilitazioni contenute nello Sblocca Italia. I Maiorca sono in prima fila nella crociata ambientalista 'no triv'. Hanno marciato domenica scorsa a Licata in occasione della manifestazione contro le prospezioni petrolifere, hanno fatto sentire la propria voce quando Greenpeace e l'Anci Sicilia hanno organizzato eventi analoghi.
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