La Soprintendenza ai beni architettonici di Firenze, Pistoia e Prato avrebbe dovuto agire per evitare la rovina della Fattoria Medicea alle Cascine di Tavola, ma di fatto si è limitata a inviare intimazioni ai proprietari privati, senza intervenire con fondi propri, forse perché il Ministero non li ha concessi. Questo il senso della testimonianza resa in aula dalla soprintendente Alessandra Marino nel corso del processo a Gianni Fabbrani, amministratore della Fattoria Medicea srl fino all'epoca del fallimento (18 ottobre 2012). Fabbrani è accusato di non aver messo in sicurezza l'immobile fatto costruire da Lorenzo il Magnifico nel 1477 ma rischia al massimo una multa. In origine gli indagati erano quattro: oltre a Fabbrani, l'ex soprintendente Fiorella Facchinetti (che aveva dato il via libera al frazionamento in mini-appartamenti della Fattoria), il funzionario comunale Riccardo Pecorario (per entrambi gli eventuali reati sono prescritti) e l'amministratore della Fattoria Medicea fino al 2011 Alessandro Martini, nel frattempo deceduto. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Laura Canovai, la soprintendente Marino ha detto di aver intimato ai privati di provvedere, ma ha dovuto ammettere che poi lo Stato non si è mosso per tutelare un gioiello del Rinascimento. La Regione aveva promesso di intervenire, ma ad oggi la situazione è quella di sempre e l'inverno alle porta non potrà certo migliorarla. Nel processo, che riprenderà a gennaio, sono parti civili Legambiente e Italia Nostra, assistiti da Maria Teresa Miraglia. (p.n.)