Legambiente all'attacco in seguito all'ondata di maltempo che ha interessato il versante di Rio Marina e Rio nell'Elba PORTOFERRAIO. "Ancora una volta sono bastate piogge intense, come i 60 millimetri caduti in mezz'ora nel riese, per mettere a nudo tutta la fragilità di un territorio mal costruito e mal difeso, come nel caso dell'assurdo muro del Riale a Rio Marina, dove si sono costruire strade e parcheggi e costruzioni praticamente accanto ad un fosso". Lo afferma in una nota Legambiente Arcipelago toscano dopo il maltempo che ha colpito mercoeldì 12 l'isola d'Elba. "Ormai siamo stanchi di di avere ragione: le aree colpite anche questa volta all'Elba sono le stesse per le quali Legambiente aveva denunciato una insostenibile cementificazione, a rileggere i nostri comunicati stampa, anche recenti, ricorrono i nomi delle località che oggi troviamo travolte dal fango e dalle frane". leggi anche: alluvione marina di campo Legambiente Elba: "Demoliamo le opere che creano rischio" Portoferraio, intervista a Umberto Mazzantini: "Non è possibile costruire in zone chiamate Foce o Stagnone, i nostri nonni erano più saggi" Per l'associazione ambientalista "gli amministratori comunali, invece di presentare assurdi ricorsi al Tar e osservazioni pro-cemento contro il piano paesaggistico della Regione Toscana, invece di continuare a mostrarsi allergici ed a cercare di aggirare i vincoli che dovevano salvaguardare il territorio, farebbero bene a fare autocritica ed a rendersi conto che l'era dell'assalto alle valli ed alle colline e' finita e che il e' arrivata l'ora di ammettere che l'Elba non puo' sostenere altro cemento, altro asfalto, altre grandi opere, altri parcheggi e costruzioni negli alvei dei fossi. Bisogna farla finita di scavare le colline, bisogna smetterla con 'messe in sicurezza' e con opere che al contrario sembrano amplificare i rischi, che non si possono piu' tombare i corsi d'acqua, bisogna capire che il cambiamento climatico e gli eventi atmosferici sempre piu' violenti ed intensi rendono urgentissima l'unica grande opera della quale l'Elba e l'Italia hanno bisogno: il ripristino dell'equilibrio di un territorio ferito dalla cattiva pianificazione e la sua manutenzione".