Rimpatriata da non perdere quella delle quattro signore del '400 che, per la prima volta dalla loro creazione, si riuniranno nelle sale del Museo Poldi Pezzoli di Milano. "Le Dame dei Pollaiolo Una bottega fiorentina del Rinascimento". La mostra pensata a partire dal celebre quanto affascinante Ritratto di Dama, simbolo del Museo Poldi Pezzoli, offre poi possibilità di apprezzare l'ampiezza e la complessità degli interessi dei fratelli Pollaiolo. di VALENTINA TOSONI Lo leggo dopo "La bellezza d'una donna è direttamente proporzionale al quadrato della distanza da cui la si osserva, ed al cubo della fregola dell'osservatore". Così recita la Legge di Murphy, che però si deve arrendere alla teoria di quattro gentildonne, raffigurate nel profilo perfetto, e capaci di amplificare il loro splendore fino all'ennesima potenza. E' questo che emanano "Le dame dei Pollaiolo", i quattro ritratti esposti fino al 16 febbraio al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Gli autori, Antonio e Piero di Jacopo Benci detti del Pollaiolo, sono due dei più famosi artisti del XV secolo, animatori di una vivace bottega fiorentina del Rinascimento. Il nome viene dall'attività del padre che vendeva polli nel mercato vecchio di Firenze. Antonio fu orafo, pittore e scultore, mentre Piero fu solo pittore. Le quattro dame tornano ora finalmente insieme, protagoniste in un'unica esposizione: a parte il Ritratto di giovane donna di Piero, già custodito nel Museo milanese, gli altri tre sono arrivati dal Gemäldegalerie di Berlino, dal Metropolitan Museum of Art di New York e dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. Il ritratto femminile era un genere molto in voga tra fine Medioevo e Rinascimento, che oltre a restituire le fattezze del viso e del corpo diventa ricco campionario dei costumi dell'epoca, mostrando abiti e gioielli raffinati che riportano il gusto e le abitudini attraverso un significato sia simbolico che estetico. "E' una mostra alla quale lavoriamo da quattro anni" ha spiegato Annalisa Zanni, direttrice del Museo Poldi Pezzoli, in occasione della conferenza stampa di presentazione, "è stato un lungo lavoro di studio, di ricerca, di approfondimento, e di indagini scientifiche svolte in collaborazione con musei internazionali. E' una mostra monografica pensata in ogni minimo dettaglio: ogni opera esposta è essenziale e nessuna di esse è sostituibile". Infatti, grazie all'attenta curatele di Aldo Galli e Andrea di Lorenzo, al pubblico è offerta anche una straordinaria incursione nell'intera bottega dei Pollaiolo: disegni, sculture in bronzo e terracotta, scudi da parata e crocifissi in argento e in sughero, offrono un'occasione importante, per conoscere a fondo l'arte raffinata dei due fratelli. Un'altra trentina di splendidi dipinti di medio e piccolo formato mostrano le differenze tra l'arte pittorica di Antonio, vigorosa e carica d'energia anche nel disegno, e quella di Piero, più meticolosa e materica, attenta ai dettagli, alle sfumature e alle trasparenze. "Ciò che ha scritto Vasari, nelle sue Vite", ha sottolineato Aldo Galli, "è stato sempre assunto con un atteggiamento acritico, ma all'epoca l'importanza data alla pittura, alla scultura e all'architettura oscurava tutte le arti minori, di cui le botteghe fiorentine erano ricchissime produttrici". Così, buttando un occhio sull'attività delle botteghe quattrocentesche, il team curatoriale dell'esposizione ha potuto constatare, approfondire e raccontare al grande pubblico lo spirito imprenditoriale, la grande professionalità e l'alto grado di creatività che animava queste attività. "Questi quattro splendidi ritratti femminili interpretano in modo straordinario lo spirito del Rinascimento, culla del genio e del saper fare italiano", ha affermato Diana Bracco, presidente della Fondazione Bracco che ha sponsorizzato l'iniziativa, "Le dame dei Pollaiolo ci sono sembrate pertanto delle perfette ambasciatrici di quello spirito che faremo rivivere nel Padiglione Italia dell'Expo 2015, e in particolare negli spazi dedicati a Women Expo". Per questa mostra sono state compiute indagini accurate, coordinate e dirette dall'Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, ricerche che hanno fornito dati finora inediti sui materiali e sulla tecnica esecutiva utilizzati nelle botteghe artistiche fiorentine del Quattrocento, di ciò si parlerà nel Simposio Internazionale che si terrà martedì 13 gennaio 2015 nel Museo, che approfondirà alcuni "case histories" intorno ai fratelli Pollaiolo. Prezioso anche il catalogo Skira, ulteriore strumento di approfondimento di questo spaccato artistico. Informazioni utili qui: www.museopoldipezzoli.it