LA CUPOLA del Guarini domina i tetti di Palazzo Reale, come un monito a quello che è stato e non deve più accadere. La si guarda e non si riesce a non andare con la mente all'incendio che la devastò, nel 1997. Sarà anche per questo che nel pm Raffaele Guariniello ha generato una forte inquietudine scoprire che erano stati segnalati dei problemi all'impianto antincendio di Palazzo Reale. Non che non funzioni, ma a quanto pare funziona "troppo". I dipendenti, infatti, hanno riferito che da diverso tempo accorrono su parecchi falsi allarmi poiché i sensori di rilevamento entrano in funzione senza che ci siano fumo o fiamme. L'ultimo episodio risale alla notte tra domenica e lunedì, quando i vigili del fuoco sono intervenuti per una segnalazione che si è rivelata infondata. Ma l'episodio ha suscitato l'interesse anche della procura e ieri mattina gli agenti della polizia giudiziaria hanno fatto un'ispezione nella storica residenza della dinastia sabauda. «Per fortuna il segnale antincendio funziona, preferisco che si attivi una volta in più che una in meno taglia corto Mario Turetta, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte Può accadere che in alcuni punti di rilevamento, per esempio nei sottotetti, ci sia una sensibilità maggiore, ma è meglio così. Stiamo parlando di un argomento molto delicato, in un luogo come questo e dopo quello che è accaduto nella cappella della Sindone. E infatti c'è una vigilanza continua 24 ore su 24». Gli ispettori di Guariniello, in ogni caso, hanno acquisito la documentazione relativa all'impianto e nei prossimi giorni verranno compiuti degli accertamenti tecnici, più che altro per verificare che l'accensione a sproposito non infici il funzionamento in un malaugurabile caso di necessità. In realtà non tutte le volte che l'allarme suona si chiamano i vigili del fuoco: la procedura prevede infatti che allo squillo della sirena si faccia una prima verifica, ma evidentemente l'altro giorno la telefonata è partita anzitempo. I difetti dei rilevatori antincendio, tuttavia, non sono che l'ultima anomalia di cui la procura di Torino si sta occupando. A fine agosto, infatti, il servizio Spresal dell'Asl To1 ha fatto un'ispezione dopo un esposto dei dipendenti e ha verificato che le condizioni di chi lavora nella residenza che fu dei Savoia sono penalizzate da una serie di irregolarità. Gli ispettori dell'Asl hanno accertato che non tutti i lavoratori erano stati adeguatamente formati ed erano in pos- sesso dell'attestato per la prevenzione degli incendi. Inoltre le uscite di sicurezza non erano ben segnalate, c'erano buchi nella pavimentazione coperti da tavole ballerine, in alcuni punti l'impianto elettrico era difettoso e i locali risultavano molto freddi (d'inverno non andavano sopra i 18 gradi, si legge nella relazione). Una dozzina le prescrizioni impartite al soprintendente Luca Rinaldi e a Mario Turetta, che sono stati indagati in attesa che vengano ripristinate le condizioni di sicurezza e allora anche il reato penale verrà estinto. «Buona parte dei lavori sono già stati eseguiti e d'altra parte erano già in programma precisa Turetta visto che erano stati stanziati due milioni dentro Palazzo Reale. Anche per quanto riguarda il riscaldamento, è già stato acceso e la situazione è decisamente migliorata, tenuto conto della particolarità dei locali».