LA DENUNCIA DELLA CGIL: 7 GALLERIE APERTE SENZA PERSONALE INTERNO ONLINE il bando della discordia tra la Sovrintendenza ai Beni culturali e la Cgil per affidare ad associazioni di volontari 7 musei. Sulla scelta del Campidoglio il sindacato è netto: «Il rischio è che strutture come il museo Barracco, il Napoleonico, il Canonica, il Bilotti, quello della Repubblica Romana e la Casa di Moravia, finiscano totalmente in mano ai volontari a danno dei lavoratori», dice Natale Di Cola, segretario regionale del comparto della Funzione Pubblica. Il tutto, secondo la Cgil, «senza che la Sovrintendenza ci abbia convocato». LA VICENDA si è aperta con la pubblicazione, sul sito della Sovrintendenza capitolina, del bando, in scadenza il primo dicembre, «che vuole inserire in sette musei civici associazioni di volontariato in sostituzione del personale », fa notare Di Cola. Un avviso nel quale vengono affidati i servizi per i musei Barracco, Napoleonico, Canonica, Bilotti, Repubblica Romana, per un costo massimo di 13.500 euro all'anno ciascuno, e per una parte dell'area dell'Appia Antica (che comprende museo delle Mura e Villa di Massenzio) al costo di 29mila euro. «Non capiamo l'obiettivo dell'amministrazione », dice il sindacalista. «Se il problema era di carenza di addetti si poteva, con la nascita della Città metropolitana, spostare personale della Provincia. Se invece era incrementare l'offerta, ci saremmo aspettati un bando ad hoc. E non c'è chiarezza su come e da chi saranno gestiti i siti: da soli volontari? Il Comune deve dare risposte ». Per il segretario regionale della Fp Cgil, c'è un altro problema: «Nell'avviso si parla di riconoscere ai volontari 3 euro l'ora, sostituendo il lavoro qualificato. Non vorremmo che il prezzo da pagare per i cittadini, che da pochi mesi possono entrare gratis in questi sette siti, sia quello di non remunerare i lavoratori e di squalificare il servizio. L'unica esperienza di gestione dei volontari a Massenzio non ha dato risultati soddisfacenti. Ora ci aspettiamo che l'amministrazione revochi il bando altrimenti ci mobiliteremo ». A Di Cola, quindi, non basta la risposta del sovrintendente capitolino ai Beni culturali, Claudio Parisi Presicce, per il quale non c'è «rischio per l'integrità dei beni e per l'occupazione. Il lavoro sarà rafforzato dalle associazioni, che non andranno a sostituirsi alle attuali forze».