Cantieri senza fine, opere pluri-inaugurate e mai aperte, lavori varati e mai conclusi. Il viaggio tra le incompiute della città è fatto di vicende annose e altre moderne, tutte accomunate dal fatto di non arrivare al traguardo promesso. La prima tappa del tour tra i lavori mai conclusi è il Teatro comunale di via Roma. Per restaurare il Massimo, chiuso da 60 anni, sono stati spesi una pioggia di finanziamenti regionali a cui si affiancano i 4 milioni di euro di mutuo acceso dal Comune e, per ultimo, 40mila euro che l'amministrazione ha stanziato per riparare i danni dell'impianto antincendio appena consegnato e già non funzionante. Incompiuto è, da decenni, anche l'ex cine-teatro di via dei Santi Coronati intitolato a Verga. Una struttura acquistata dall'ex Provincia per trasformarla in teatro e centro congressi. Lunga la lista dei restauri infiniti: il carcere Borbonico ad esempio. Di proprietà della Provincia è stato oggetto di manutenzione straordinaria a cui non ha fatto seguito alcun lavoro. Il suo futuro è legato alle intenzioni dell'amministrazione comunale poiché compete al Consiglio decidere quale destinazione indicare nel Piano particolareggiato di Ortigia. Iniziati e mai finiti alcuni grandi restauri di maestosi edifici dell'isola: dalla chiesa di San Domenico a quella di San Giuseppe, al complesso di Cinque Piaghe. In attesa di conoscere quale sarà il suo destino, resta incompiuta la rinascita dell'ex caserma Caldieri di proprietà del demanio regionale. Ma gli scandali non sono solo a Ortigia. Nel quartiere di Tiche, triste simbolo di lavori infiniti è il parcheggio di via Mazzanti, nei pressi di Santa Panagia, costato 2 milioni di euro a cui si sono aggiunti gli ultimi recenti fondi per riaprire il cantiere. La vicenda ha registrato il solito rimpallo di responsabilità tra la Soprintendenza, vista la presenza di resti archeologicI, e il Comune. Incompiuta è anche la barriera arborea il cui unico intervento, realizzato anni fa, è stato l'inizio della piantumazione di alcune varietà di alberi ed arbusti lungo la fascia costiera di Targia. Costo dell'operazione: oltre 800 mila euro finanziati dal ministero dell'Ambiente. Nel rione di Belvedere, mai compiuto è l'annunciato studio sulla viabilità per dar avvio a nuove infrastrutture a partire dalla circonvallazione, visto che l'impianto viario non riesce più a supportare il traffico veicolare. Mai avviati nemmeno l'illuminazione pubblica e i servizi nel cosiddetto villaggio Santa Lucia: un agglomerato di oltre 100 abitazioni che non è indicato nemmeno nel Piano regolatore. 10112014