Ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, il ministro discute del caso Pompei. E lancia la sua idea: "Anche la cultura è un servizio pubblico, vanno applicate le stesse norme usate per i trasporti" ROMA - Stesse responsabilità. Perché l'oggetto è lo stesso: un servizio pubblico, essenziale. Quindi: i guardiani e le guide dei musei e dei siti archeologici come i controllori di volo o i conducenti di mezzi di trasporto pubblico o dei Tir. Per arrivare a una disciplina che "porti anche i luoghi della cultura al rango di servizio pubblico". E' destinata a far discutere la proposta che Dario Franceschini, ministro della Cultura, lancia nello studio di Che Tempo Che Fa, la trasmissione condotta da Fabio Fazio su RaiTre. Il punto è "evitare scioperi selvaggi come quello che, da Pompei, ha fatto il giro del mondo". Il nuovo modello di sviluppo della Cultura. Insomma, il nuovo corso dei Beni Culturali targati Franceschini, continua. Riorganizzazione del ministero, legame virtuoso tra pubblico e privato, ripensamento dei modi di fruizione dei siti storici - come con la recente proposta che riguarda il Colosseo - alla crescente attenzione per la connessione tra istruzione e cultura. E adesso si aggiunge anche il tassello che riguarda il "personale". Il ministro, ancora dallo studio di Fazio, è netto soprattutto per quanto riguarda l'indicazione dei "freni" che ostacolano l'ammodernamento del "modello culturale" italiano. E riferendosi sempre al caso Pompei, dice: "Non ne farei un problema generale di azione sindacale ma di alcune frange che fanno del male anche ai sindacati". Pompei e gli scioperi selvaggi. La motivazione è ispirata al buon senso. Perchè "quando hai mille o duemila turisti in fila, persone che hanno prenotato il biglietto mesi prima, con tutti i riflettori del mondo puntati, e fai un'assemblea sindacale tre giorni di seguito, dalle 8,30 alle 11,30, è chiaro che non stai esercitando un diritto ma cerchi di creare problema, e stai anche danneggiando il Paese". L'idea del ministro è mettere sul tavolo una "valutazione ragionevole: Come ci sono regole particolari sui servizi pubblici, così devono esserci i musei e per i luoghi della cultura". E c'è spazio anche per un'autocritica. "Sul caso crolli a Pompei criticavamo Bondi per due anni di tagli al settore. Riconosco che fu un errore chiedere la sfiducia legandola al crollo". Condividi Il futuro del Colosseo. Ma è il restyling del Colosseo quella che sembra come la sfida principale del ministro. "Potremmo finalmente vederlo dal centro, vederne i sotterranei, renderlo più fruibile e non semplicemente, come oggi, un bellissimo sito che conosciamo solo in piccola parte". E svela un piccolo segreto tecnologico: "C'è uno stupendo modello di ascensore, che è stato mostrato nella sua visita a Obama, con il quale sali in pista e sei al centro. Fantastico". E poi? Allora ben venga "anche qualche spettacolo compatibile, non Roma-Bayern, certo, ma musica adatta al sito, uno spettacolo, un dramma antico". Poi la domanda finale: "Perchè non immaginare di far vivere i monumenti, senza toccare tutela e intervento scientifico, farli sentire e fare in modo che diano un pò di contributo alla crescita del Paese?". La replica della Cgil. Ma qual è il grado di fattibilità della nuova proposta del ministro. Ne parla a Repubblica.it Claudio Meloni, responsabile della Cgil per i Beni culturali. "La questione, per come la pone il ministro, è poco comprensibile", dice Meloni. Perché si tratterebbe solo di duplicare una norma che già esiste. Infatti, "la legge di regolamentazione degli scioperi già prevede la tutela del patrimonio culturale tra i servizi essenziali". E in caso di agitazione dei lavoratori, "sono previsti servizi minimi per assicurare la tutela del sito". Inoltre, "se si ampliasse alla possibilità di garantire l'apertura ai visitatori, questi lavoratori non avrebbero il diritto di sciopero, cosa del tutto improponibile dal punto di vista costituzionale". E sul caso Pompei, un piccolo memorandum della Cgil: "Ricordo che i lavoratori hanno diritto a 12 ore annue per fare assemblee durante l'orario di lavoro". Detto questo, come ricordato anche da Franceschini a Che Tempo Che fa, "a Pompei se ne fa un uso improprio di agitazione da parte di alcune sigle sindacali autonome". Anche qui una soluzione: "In questo caso l'amministrazione avrebbe potuto concordare una diluizione delle assemblee". In definitiva, nessuno stravolgimento. Perché "bastano e avanzano le regole che ci sono, basta saperle usare, tutti, noi come sindacati e loro come datori di lavoro".
Musei, Franceschini propone: "Norme contro gli scioperi selvaggi nei siti culturali"
Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha lanciato una proposta per disciplinare il personale dei musei e dei siti archeologici, che include l'applicazione di norme simili a quelle utilizzate per i trasporti. Il ministro sostiene che questo sarebbe necessario per evitare scioperi selvaggi come quello che ha avuto a Pompei. Franceschini ha anche espresso la sua idea di mettere i luoghi della cultura al rango di servizio pubblico, con regole e norme simili a quelle applicate ai trasporti. Il ministro ha anche parlato del futuro del Colosseo, che potrebbe essere rivoluzionato con nuove tecnologie e spettacoli.
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