Gli ispettori: si rischiano gravi danni Malafronte a pag. 8. Di Fiore a pag. 9 Gli ispettori Unesco «Troppi turisti gravi danni a Pompei» Checkup degli scavi: sicurezza, pulizia produzione di vino e i danni del 1980 Burocrazia Ingresso vietato ai cantieri tra la sorpresa «Non c'era il permesso» Susy Malafronte POMPEI. I troppi turisti e le violazioni notturne: i punti fragili del sito archeologico. Gli ispettori dell'Unesco, il britannico Christopher Young e il francese Jean-Pierre Adam da ieri impegnati in un checkup degli scavi, chiedono il resoconto alla soprintendenza. Il responso sullo stato di salute in cui versa la città antica sarà reso noto solo la prossima primavera. Fino ad allora i pensieri e le impressioni dei due commissari, sulle condizioni in cui versa il sito archeologico e la conseguente conferma, (si spera), di Pompei nella lista dei patrimoni dell'umanità, saranno top secret. «Quali piani di azione si intendono adottare per debellare questa erosione turistica terrificante dovuta al calpestio di miglia di persone?». Ha chiesto il professor Jean-Pierre Adam, archeologo e architetto francese, alla sua accompagnatrice Adele Lagi, funzionario dell'ufiìcio Unesco del Ministero peri Beni Culturali. Le continue incursioni notturne nel sito archeologico preoccupano molto l'Unesco. «Come è possibile che estranei si introducono nel sito e circolano indisturbati senza essere fermati. In che misura i custodi vigilano sugli scavi?». È stato il secondo quesito degli ispettori alla luce dell'ultima violazione avvenuta alla vigilia del loro arrivo a Pompei. «In base alla normativa vigente - è stato spiegato - gli addetti alla vigilanza non hanno più il titolo di polizia giudiziaria e quindi non hanno in dotazione anni. Per la sicurezza del sito è stato disposto un posto fisso dei carabinieri all'interno». L'interessamento degli osservatori dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura si è esteso anche sui criteri che consentono ai privati di fare business nel sito archeologico. In particolare - i professori Young e Adam - hanno chiesto spiegazioni sull'utilizzo dei vigneti e la relativa produzione di vino «Villa dei Misteri». «La legge Ronchey, dietro pagamento di una royalty alla soprintendenza, dà in concessione ai privati l'utilizzo degli spazi del patrimonio», è stata la risposta degli esperti del ministero. I due commissari suono rimasti colpiti, in maniera negativa, dalla costruzione che sorge davanti all'ingresso di Porta Anfiteatro. «Quale funzionalità ha quella struttura abbandonata, dallo stile bizzarro?» - ha chiesto il professorAdam. «E intenzione della soprintendenza dotarla di antifurto e renderla polo espositivo dei reperti archeologici», è stata la risposta al quesito. I due professori hanno dimostrato che anche la professionalità nell'accoglienza dei turisti e fondamentale perla funzionalità del sito. Durante la visita della domus «Marcus Lucretius», il professor Adam ha «interrogato» un giovane custode, che parlava un inglese perfetto, sulle sue conoscenze storiche. «Oltre a vigilare e custodire, lei conosce la storia delle do-mus e la mitologia per spiegare ai turisti gli emblemi degli antichi?» Lungo il percorso di ispezione in via Stabia-na, gli osservatori hanno notato che il vicolo della Regio IX, Insula III è transennato. «Questa zona, che io ricordi - ha detto il professor Adam - è perennemente interdetta al pubblico». Agli occhi degli ispettori, inoltre, sono balzati i segni lasciati dal terremoto del 1980: «migliaia le fessure e le crepe presenti nelle strutture murarie». Ai due ispettori Unesco è stato vietato l'ingresso ad uno dei cantieri del «Grande Progetto Pompei» - la do-mus di Sirico- in quanto, anche se prestigiosi ispettori Unesco si trattava di due «estranei». Per entrare bisogna registrarsi alla piattaforma di controllo e presentare una fotocopia del documento di identità al direttore dei lavori. Ieri non presente in cantiere in quanto domenica. Mentre i due professori erano impegnati nella missione Unesco, l'eterno problema della mancanza di piantine degli scavi, ha generato una simpatica scenetta. Due coniugi giapponesi hanno mimato ad un custode la casa del «Poeta Tragico» per avere indicazioni sul percorso. ( RIPRODUZIONE RISERVATA II caso All'ingresso la struttura «bizzarra» Tra i dubbie le domande fatte dagli ispettori dell'Unesco, anche quella relativa alla costruzione all'ingresso della Porta Anfiteatro definita bizzarra . In effetti, sembra più un esercizio di architettura che altro. Gli Uffizi a Firenze Numero chiuso con afflussi da record Già da alcuni anni agli Uffizi di Firenze funziona il numero chiuso. Ma il totale dei visitatori è in costante aumento. La dimostrazione, secondo i responsabili, che regolamentare l'afflusso dei visitatori non determina un calo ma contribuisce a rende più fruibili gli spazi espositi perché ci si adegua. II Colosseo Esperimenti notturni fra polemiche e difficoltà II Colosseo è sempre al centro di polemiche. La scorsa primavera si trovò una intesa per le visiste serali a numero chiuso. Sui entrava solo in tremila, cancelli aperti dalle 20 fino alle 23. Turni di 30 minuti con 500 visitatori a volta. Le difficoltà derivarono dall'intesa con i sindacati dei custodi. Venezia Come «chiudere» la città? Confronto senza sbocchi Fu dal famoso concerto dei Pink Floyd che si iniziò a porre il problema della gestione della città. Da quel momento non c'è estate che non si sia discusso come e quando chiudere la città ai flussi esagerati di visitatori. Ma al momento nessuno è riuscito a dare una soluzione efficace e convincente