Nel protocollo d'intesa che a giorni sarà firmato da Regione, Comune e Università non c'è solo la Sapienza tra le priorità su cui concentrare i finanziamenti che potranno arrivare. Gli altri progetti su cui gli enti pisani chiedono il sostegno della Regione sono il Polo museale storico di Ateneo presso l'orto botanico, la Cittadella Galileiana (museo e spin-off ai vecchi macelli), la Cittadella aeroportuale (con previsione del nuovo palazzo dei congressi), il recupero della stazione Marconi a Coltano (museo e spin-off) e quello dell'area storica della cittadella. di Francesco Loi wPISA «Saranno tra poco due anni e mezzo che la biblioteca della Sapienza è chiusa». E il palazzo è «l'unico edificio in Toscana a restare chiuso per il terremoto dell'Emilia». Comincia così una lettera indirizzata al sindaco scritta dall'associazione Amici della Bup (la Biblioteca universitaria che ha sede nel palazzo), firmata da Chiara Frugoni (presidente), Andrea Bocchi, Eliana Carrara, Carlo Alberto Girotto, Adriano Prosperi, Anna Siekiera. In vari passaggi, critiche dirette sono rivolte sia a Filippeschi che al rettore Augello. Costi del personale. Mentre la chiusura della Sapienza, storica sede della facoltà di giurisprudenza, si prolunga, «il costo del personale della Biblioteca - sottolineano - resta di circa un milione l'anno, senza alcun servizio per il cittadino». Nel frattempo la Sovrintendenza ha riadattato, con fondi del ministero dei Beni culturali, un intero edificio al museo di San Matteo per «lo spostamento (in via prudenziale) di circa il 30 dei libri: con ciò si sono adempiute tutte le condizioni sostanziali per la riapertura». Ma quando avverrà? Alla domanda gli Amici della Bup replicano: «Non si sa quando aprirà la seconda sede, pronta da mesi, né che tipo di servizi offrirà». Intanto «il palazzo della Sapienza è sbarrato a chiunque, impiegati compresi, esattamente come due anni fa, e non si è visto un cartello di inizio lavori». Iniziativa pubblica. La lettera contiene messaggi al rettore e al sindaco. Ad Augello viene contestata la mancanza di «una qualsivoglia programmazione, si è appreso solo che si potrebbe riaprire nel 2016 o nel 2017». Sulla Biblioteca: «Non avrà un metro quadro in più per i suoi servizi». A Filippeschi: «In questa vicenda la giunta ha deciso di non intervenire né con risorse proprie, né - come a noi sembra doveroso - sollecitando gli enti interessati a dichiarare tempi e fini di lavori tanto costosi. I ministeri, lo abbiamo visto, si sono mossi: il problema è a Pisa». Per gli Amici della Bup, sindaco e giunta devono «intervenire presso le istituzioni coinvolte per ottenerne almeno una dichiarazione di intenti» e «convocare una pubblica discussione sul tema della Sapienza». L'impegno dell'Ateneo. Non arrivano repliche ufficiali. Dall'Ateneo si ricorda comunque che gli impegni sono confermati. «Il rettore farà di tutto per riaprire la Sapienza entro la fine del mandato, ad ottobre 2016». Nei prossimi giorni Regione, Comune e Università firmeranno un protocollo d'intesa in cui fisseranno le priorità cittadine su cui concentrare i prossimi finanziamenti pubblici che arriveranno. Tra questi c'è la Sapienza. «Il governatore Rossi mi ha detto che faranno la loro parte», aveva anticipato Augello durante la conferenza stampa, un mese fa, nella quale la Fondazione Pisa annunciava il suo contributo (3 milioni di euro) per i lavori al palazzo. La spesa resta stimata in 12 milioni di euro. Dal ministero dell'Università arriva un contributo straordinario di 1,2 milioni di euro. Altrettanti dovranno giungere dal Mibact, il ministero dei Beni culturali. Più Fondazione e Regione (da definire in queso caso quanto). Il resto è a carico dell'Università. I tempi? Dal rettorato ribadiscono: progetto definitivo entro l'anno, bando nei primi mesi del 2015, quindi l'aggiudicazione dei lavori, con durata di circa un anno. Anche tutto il quartiere intorno non attende altro.