Giovanni Ciancimino Palermo. Continua il tormentone della fruibilità di Beni culturali. Specie nei giorni festivi, si consuma il più classico autolesionismo. Antonio Malafarina (Megafono) accusa la burocrazia di uccidere lo sviluppo riferendosi ai Beni culturali e al Turismo. Rileva che nell'agosto 2013 gli imprenditori del settore chiedevano agli assessorati ai Beni culturali e al Turismo la possibilità di vendere nelle strutture alberghiere biglietti d'ingresso ai musei e ai luoghi turistici con l'evidente scopo di promuoverli e di offrire un servizio ai turisti, specialmente dei gruppi organizzati, evitando loro code e lungaggini ai botteghini. Dopo tre note di sollecito, la risposta agli imprenditori arriva il 15 ottobre scorso con espressa diffida, riferendo che la vendita dei biglietti d'ingresso può avvenire solo con la modalità prevista dal D. M. del 29 gennaio 2008 e, quindi, con affidamento da parte della pubblica amministrazione. Dice Malafarina: «La risposta, tanto per cambiare, s'inquadra nel solito atteggiamento burocratico che blocca ogni modernizzazione e impedisce lo sviluppo. Mi auguro che i neo assessori adottino una diversa apertura mentale». In merito allo stesso settore, un'interessante iniziativa è stata presa da Gino Ioppolo (primo firmatario del ddl), Nello Musumeci e Santi Formica. Il testo prevede l'istituzione in Sicilia di un Osservatorio permanente sul patrimonio culturale, per colmarne il vulnus normativo della gestione. Ci si propone di intervenire sulla catalogazione dei beni artistici, archeologici e monumentali e sul loro stato di conservazione. Si prevede un censimento delle sedi museali pubbliche e private, la dettagliata descrizione delle piante organiche e la creazione di un elenco di beni artistici che necessitano di restauro, secondo una scala di priorità e di intervento finanziario. «Siamo l'Arabia Saudita dei beni artistici, ma non sappiamo quantificarne i giacimenti», sostengono i tre firmatari. Nella relazione si legge che le ultime stime ministeriali indicano che nel secolo scorso in Italia sono stati sottoposti a vincolo 51.693 immobili, pari a circa 55mila chilometri quadrati, il 18 della superficie del Paese; di questi, oltre il 60 insiste in Sicilia. Si tratta di una porzione, quella siciliana, di gran lunga maggiore di quella delle altre nazioni europee. «Siamo titolari - si legge nella relazione - di un enorme patrimonio artistico spesso mal gestito, ma in grado di offrire un cospicuo gettito alle casse erariali e un grande slancio all'economia». Il ddI si propone di integrare la carenza di manutenzione delle aree artistiche ed archeologiche affidate a gestione commissariale, non in grado di programmare interventi, e di rivedere il ruolo delle SOpRINTENDENZE e la loro capacità di spesa. 07112014
SICILIA - Beni culturali, Malafarina: Burocrazia che impedisce lo sviluppo. Biglietti dei musei negli alberghi? No della Regione
In Sicilia, il tormento della fruibilità dei beni culturali continua. Specie nei giorni festivi, si consuma l'autolesionismo. Antonio Malafarina accusa la burocrazia di uccidere lo sviluppo riferendosi ai Beni culturali e al Turismo. Nel 2013, gli imprenditori del settore chiesero di vendere biglietti d'ingresso ai musei e luoghi turistici con l'obiettivo di promuoverli. La risposta degli assessorati è stata una diffida, che blocca ogni modernizzazione e impedisce lo sviluppo.
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