Il ponte di Rialto è esattamente com'era, oltre che dov'era. Sono passati oltre quattrocento anni da quando l'architetto Antonio Da Ponte con le sue maestranze completò nel 1591 la costruzione del ponte di Rialto e da allora l'arco a semicerchio che lo caratterizza è rimasto esattamente uguale ad allora, senza il minimo cedimento. Una lezione anche per tanti architetti contemporanei, anche di gran nome, che si sono cimentati in questi anni con alterne fortune in opere realizzate a Venezia. Come un organismo vivente, il ponte si dilata e si restringe di qualche millimetro tra estate e inverno, ma la sua integrità è garantita, ancor più dal lato che dà su Campo San Bartolomeo, protetto nel sottosuolo da uno strato di caranto, mentre dal lato del Palazzo dei Camerlenghi un cedimento c'è stato, ma è avvenuto solo nei suoi primi anni di vita, rimanendo poi immutato. E, sotto il pelo dell'acqua, la riva originale in pietra d'Istria, sostiene perfettamente il suo arco, senza che si siano prodotte "voragini" come avvenuto ad esempio, sotto un'altra riva trafficatissima, quanto quella di Rialto, come quella di Santa Chiara. È questa la più bella sorpresa al termine della fitta campagna di monitoraggi e analisi statiche che hanno preceduto in questo ultimo anno il via libera arrivato in questi giorni dalla Giunta guidata da Vittorio Zappalorto al progetto definitivo per il restauro del ponte. Stanziati in tutto 5 milioni e 200 mila euro, aggiungendo ai 5 milioni assicurati dallo sponsor - la società Only The Brave dell'imprenditore vicentino dell'abbigliamento giovanile - 200 mila euro dell'amministrazione per finanziare una parte delle indagini. Ieri a Mestre si è svolto un incontro tra i tecnici e i rappresentanti del Comune e quelli della società di Rosso per dare il via libera alla gara d'appalto che non seguirà le normali procedure dei lavori pubblici comunali, ma le nuove per i restauri dei monumenti stabilite dal Ministero dei Beni Culturali. La previsione confermata anche nell'incontro di ieri è di partire con i lavori veri e propri per il prossimo giugno, che si concluderanno dopo 18 mesi e dunque alla fine del 2016. I lavori saranno divisi in quattro lotti, consentendo comunque la percorribilità acque e pedonale di Rialto per 1'intera durata. Sarà la Soprintendenza ai Beni architettonici e Paesaggistici di Venezia a vagliare e approvare (o respingere) di volta in volta, le maxipubblicità che verranno proposte dallo sponsor perché compaiono sui ponteggi duranti i lavori. Le maxipubblicità - che rientrano tra i benefit offerti allo sponsor in cambio del finanziamento del restauro - non potranno superare il 33 per cento della superficie di cantiere affacciata verso l'esterno del ponte e comunque non potranno mai essere superiori a 120 metri quadri. Le maxipubblicità potranno essere esposte solo per la durata del cantiere per evitare che esse permangano a lungo anche in assenza di lavori in corso, come accaduto in questi anni per l'Ala Napoleonica. Prevista anche, al termine dei lavori, l'apposizione di una targa che ricordi il contributo di Renzo Rosso e della sua azienda per il restauro del ponte, il primo effettivo da quanto è stato costruito. Ai benefici si è aggiunto anche l'Art Bonus del Ministero dei Beni Culturali che consentirà alla società di Rosso di detrarre ai fini fiscali il 65 per cento del contributo versato.