Roversi Monaco: «Allibito da Bonaccini, parla di questi temi in modo rudimentale» «Il programma musicale della Fondazione Carisbo si pone come punto di convergenza compatto, capace di farsi carico di una programmazione che sembra far difetto agli enti pubblici». Ieri il Roversi Monaco, presidente di Genus Bononiae nel corso della presentazione della stagione, non ha risparmiato critiche agli enti pubblici. Qual è la sua idea? «Noi, e parlo di Genus Bononiae, Fondazione Carisbo, Accademia Filarmonica e Accademia Pianistica di Imola, siamo tutti istituzioni private, seppur di interesse pubblico, e abbiamo deciso di metterci insieme per assicurare una stagione di un certo livello della quale tutti possano usufruire gratuitamente. Se avessimo aspettato le programmazioni pubbliche e le affermazioni di potenziali realizzazioni di cui poi non viene fornita la minima traccia, saremo ancora fermi». Come avete operato? «Mettendo insieme soggetti che stanziano denaro, come le fondazioni, competenza, volontariato e amore per la musica, abbiamo realizzato un programma di cui siamo orgogliosi». Nel progetto figura anche l'Accademia Pianistica di Franco Scala, da poco premiata da Napolitano. «La Regione si è accorta dell'esistenza di una realtà riconosciuta a livello internazionale, solo dopo il premio di Napolitano e le decine di giovani talenti cinesi che sono venuti a studiare a Imola». Ma voi siete pronti a collaborare con enti pubblici? «Sì, però deve essere una collaborazione, non unicamente una richiesta di denaro». A chi allude? «Al Teatro Comunale. Abbiamo dato loro molti soldi fra il 2001 e il 2012 e ne volevano ancora. Mi chiedo sulla base di quale proposta». Cosa pensa del Comunale? «È una forza per la città, deve seguitare ad esserlo». Ma cosa non funzione nella gestione della cultura? «La Toscanini è un carrozzone pubblico, voluto dalla Regione e dal suo presidente, dove sono diventati tutti dipendenti regionali. La domanda che porrei ai teatri è "i soldi ve li hanno sottratti le fondazioni o il potere pubblico che ha deciso di finanziare delle strutture di questo genere, anche laddove già esistevano, come a Parma?"». Quali sono le urgenze culturali? «Sono rimasto allibito dai discorsi del candidato Bonaccini. Non si può parlare di cultura in modo così rudimentale, per cui la mia aspettativa è ridotta e i timori sono tanti».