Lievita a 5,2 milioni il costo per l'intervento sul ponte. Unici arredi per i negozi VENEZIA. Indagini e studi sono finiti, adesso può partire il restauro. Il commissario Vittorio Zappalorto ha approvato il progetto di recupero del ponte di Rialto: adesso partirà la gara d'appalto per cominciare i lavori a primavera. Il costo è lievitato e ha raggiunto i 5,2 milioni, cinque dei quali pagati da Renzo Rosso, sponsor dell'intervento. Saranno restaurati gradini, arcate e colonnine. I negozi avranno un unico arredo. Via libera al restauro di Rialto. Adesso che le indagini e gli studi al ponte sono finiti non ci sono più ostacoli per far partire i cantieri tanto che mercoledì il commissario Vittorio Zappalorto ha approvato il progetto definitivo. Va ancora fatta la gara d'appalto ma la parte più complessa dell'intervento è stata ultimata. La prossima primavera si parte con il restauro e, a meno di ritardi, in un anno e mezzo il più antico ponte sul Canal Grande tornerà agli splendori del passato. In realtà, la tabella di marcia ha già subito qualche intoppo: nel dicembre 2012, quando è stata firmata la convenzione con Renzo Rosso, patron di Diesel e sponsor del recupero, si parlava di un anno di lavoro per studiare lo stato di conservazione e redigere il progetto, sei mesi per la gara. Termini non rispettati perché i cantieri sarebbero dovuti finire nel 2015. «Abbiamo accumulato qualche ritardo per alcuni approfondimenti richiesti dalla Soprintendenza», spiegano alla Direzione Lavori pubblici di Ca' Farsetti. Nel 2013 e in parte nel 2014, il ponte è stato sorvolato da droni per le riprese su coperture e balaustre, esperti in restauri subacquei si sono immersi nelle acque del Canal Grande per verificare e valutare lo stato delle fondazioni, a terra invece è stato controllato ogni centimetro di pietra d'Istria. Le analisi, portate avanti dal Comune con l'aiuto di Iuav e il controllo della Soprintendenza, sono diventate la base per la redazione del progetto definitivo di restauro. E' stato anche realizzato uno studio a 360 gradi come finora non era mai stato fatto che evidenzia come, nonostante gli «acciacchi» del tempo, il ponte non sembrerebbe avere seri problemi di staticità o dissesti. Eppure il costo dell'operazione è lievitato rispetto alle previsioni iniziali. A fine 2012 erano stati ipotizzati due scenari di spesa: nel primo il restauro sarebbe costato 4 milioni e 650 mila euro (che con gli oneri diventavano 5,1), nel secondo, più ottimista, 3,5 milioni. Il progetto definitivo, approvato mercoledì, è passato a 5,2, non è molto di più delle previsioni peggiori dell'amministrazione ma comporterà un piccolo prelievo dalle casse pubbliche. Renzo Rosso ha infatti promesso a Venezia 5 milioni per il restauro, i 200 mila euro che mancano sono dunque a carico di Ca' Farsetti. «Sono trent'anni che non si interviene a Rialto», dicono ai Lavori pubblici. Vanno sistemati i gradini (oggi dissestati da buche), ci sono da pulire e mettere in sicurezza le colonnine (negli anni scorsi, sul lato di palazzo dei Camerlenghi, ne sono infatti franate in acqua o a terra sette). Bisogna poi intervenire alle arcate e in collaborazione con i gestori dei negozi rifare il look all'arredo. Inoltre, visto che stanno partendo i cantieri ai Camerlenghi, sede della Corte dei conti, la Soprintendenza ha chiesto al Comune di trovare il modo di unire le due operazioni. E' questo, insieme ad un corposo pacchetto di osservazioni arrivate da Palazzo Ducale, che ha rallentato la stesura del progetto definitivo e fatto slittare di qualche mese l'avvio del restauro. Ora però che tutto il lavoro è stato ultimato, a breve potrà essere bandita la gara d'appalto e quindi a primavera si potrebbe partire. Per un anno e mezzo, il ponte sarà chiuso ma solo a tratti, ci saranno quattro lotti di interventi e il passaggio dei pedoni non sarà mai vietato. Sui pannelli di cantiere, sarà affissa la campagna di comunicazione targata Diesel, tutto è stato studiato nel minimo dettaglio, anche le dimensioni delle pubblicità.