L'arte e la cultura rivivono con le sponsorizzazioni (ora detraibili al 65) Monza. Un intero museo, progettato e costruito a sue spese, in memoria del padre e per l'amore verso la sua città. Il costruttore monzese Franco Gaiani, con la moglie Titti, ha portato a termine la sua impresa nel novembre del 2007, inaugurando la nuova sezione del museo del Duomo di Monza. Non ha mai rivelato quanto sia costato: «Non tengo i conti, pago solo le fatture». Ma oggi sta contribuendo anche al restauro degli affreschi della cappella degli Zavattari in Duomo e invita altri imprenditori a prendersi cura del patrimonio artistico: un esempio di mecenatismo ancor più prezioso in tempi di crisi ma che aspetta nuovo impulso dall'«Artbonus», il decreto Franceschini convertito in legge alla fine del luglio scorso in base al quale questo tipo di donazioni è deducibile al 65 per quest'anno e nel 2015 e del 50 nel 2016. Anche in Brianza l'elenco dei beni in attesa di sponsor è lunghissimo: a cercare finanziamenti sono i privati, ma anche i comuni, che si trovano a dover gestire e mantenere uffici e servizi ricavati in «ville di delizia». Proprio per questo, la Camera di Commercio aveva creato già tre anni fa il primo sportello in Italia dedicato alle sponsorizzazioni di Beni e Attività culturali: nella sede di piazza Cambiaghi si raccolgono le richieste di enti pubblici e privati e si ricercano le aziende del territorio interessate a sostenere l'investimento in cambio di un ritorno di immagine. «Aspettavamo da tempo una legge che si ispirasse al modello francese spiega la responsabile Maria Pia Marini . Oggi le imprese non hanno più alibi perché le libere donazioni per il restauro di un bene godono di un credito di imposta importante». Lo «sportello mecenati» lavora su una banca dati di imprese che si sono dichiarate potenzialmente interessate ad investire nel mondo dell'arte e della cultura: su oltre 2 mila iscritte sono 250 quelle che si sono dette favorevoli a una donazione liberale per la cultura. «Abbiamo inviato un questionario prosegue Marini per capire a quale tipo di intervento potrebbero essere interessate. Le imprese più propense al mecenatismo sono quelle dell'impiantistica, illuminotecnica, delle nuove tecnologie, del legno arredo e del settore edile». C'è anche una classifica degli interventi: le imprese preferiscono legare il proprio brand ad una sponsorizzazione a favore dell'arte moderna e del design, dell' ambiente e dei giardini, di edifici sedi di attività sociali. In tre anni di attività lo sportello ha portato a compimento dieci progetti da 10 mila a 100 mila euro, ma ci sono ancora 40 richieste, comprese quelle di diversi comuni della Brianza: Desio ha chiesto aiuto per il recupero completo di villa Tittoni, Cesano Maderno per la manutenzione al Palazzo Arese Borromeo, Arcore per il parco di Villa Borromeo. Il Consorzio del Parco e Villa Reale ha tirato fuori dal cassetto un lungo elenco di progetti. «In collaborazione con Confindustria e Camera di Commercio dice il direttore del Consorzio, Lorenzo Lamperti facciamo conoscere meglio i benefici fiscali del mecenatismo. Da noi c'è solo l'imbarazzo della scelta: da pochi euro per la piantumazione di un albero, al restauro di mobili per completare gli arredi. Nel parco ci sono edifici da restaurare, ma pensiamo anche alle sponsorizzazioni in stile Central Park per rinnovare panchine e cestini».